Il Tirreno

Pistoia

«Siete per il lavoro soltanto a parole»

Dopo il no alla Repower, duro attacco dell’Associazione industriali al sindaco Bertinelli e alla presidente della Provincia

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PISTOIA. Una «decisione unilaterale e senza alcun preavviso» contro cui consiglio e giunta dell’Associazione industriali pistoiese «esprimono unanimemente e con forza il loro disappunto». Durissimo il tenore della lettera aperta che gli organi dirigenti della Confindustria pistoiese hanno spedito al sindaco Samuele Bertinelli e alla presidente della Provincia Federica Fratoni sulla vicenda Repower.

Il “no” formalizzato dai due enti locali venerdì notte all’insediamento della centrale a gas a ciclo combinato della società svizzera Repower ha fatto infuriare gli uomini di piazza Garibaldi. Del resto c’era anche la firma del presidente Giuseppe Oriana nel protocollo d’intesa che, a luglio 2010, definiva l’operazione Repower «di alta rilevanza per lo sviluppo economico del territorio». Tra le altre firme, c’era anche quella della presidente Fratoni, mentre per il Comune aveva firmato Renzo Berti.

La lettera ripercorre rapidamente gli ultimi tre anni della vicenda, compresa la valutazione positiva (con prescrizioni) rilasciata dalla Regione al termine della valutazione di impatto ambientale. «A questo punto voi, signor sindaco e signora presidente della Provincia – sottolinea la lettera – durante un incontro tecnico, avete comunicato – con decisione unilaterale e senza preavviso – che intendete impedire la localizzazione a Pistoia della centrale Repower, con il conseguente blocco degli investimenti sul territorio e la mancata assunzione del personale previsto».

Assindustria ribadisce il proprio dissenso per la scelta degli enti locali pistoiesi. Le ragioni? Almeno tre. La prima: «ogni decisione, anche negativa, su un progetto di localizzazione industriale deve essere comunicata ai potenziali investitori in tempi ragionevoli (parliamo di tempi dell’ordine, al massimo, di mesi e mai di anni) in quanto l’attrattività di un territorio si valuta anche in base all’efficienza delle amministrazioni». E poi «la possibilità di accogliere investimenti produttivi sul territorio è oggi ambita da molte aree del paese e crediamo – senza tema di smentita – che la società Repower riceverà presto proposte concrete e vantaggiose in altre aree, forse non lontane da Pistoia». Infine «la reputazione di un territorio e della propria amministrazione si valuta non in dichiarazioni eclatanti, sempre a sostegno dei lavoratori e delle imprese, ma solo ed esclusivamente dalle iniziative che vengono quotidianamente messi in atto».

Secondo il documento degli industriali dal comportamento di Comune e Provincia nella vicenda Repower «emerge con chiarezza una visione dello sviluppo del territorio, probabilmente influenzata dalla suggestione del “dolce declino”, che agli industriali di Pistoia non appartiene e mai apparterrà».

L’Associazione chiede poi a Comune e Provincia cosa vogliono fare delle aree industriali libere, quali impegni per le medie imprese e le loro filiere e per tentare di attrarre nuovi investimenti industriali. Ogni domanda ribadisce la richiesta di impegni “concreti”.

Il documento conclude ri badendo la centralità dell’industria per il futuro economico della provincia. «Senza la fabbrica, senza l’industria – si legge – chi potrà mai rispondere alle richieste pressanti e drammatiche di lavoro? Sarete forse voi a dare quelle risposte ai tanti che continuano a ricercare la soluzione del loro problema occupazionale?». Gli industriali continueranno nel loro impegno «pure a dispetto di amministrazioni che antepongono sempre politiche e parole a fatti concreti e al sostegno fattivo dell’impresa e del lavoro».

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