Finanza
Cassa integrazione, a rischio in duemila
L’allarme della Cgil: se non c’è un rifinanziamento, i dipendenti di circa 600 aziende potrebbero restare senza entrate
PISTOIA. Con la Regione che ha esaurito i fondi per la cassa integrazione guadagni in deroga (cigs) e il governo che frena sui nuovi stanziamenti, la situazione sta diventando esplosiva per migliaia di lavoratori: 500.000 in Italia, secondo le stime della Cgil, e oltre 2.000 a Pistoia, tra cui gli 80 circa dell’ex Radicifil. Sono 600 le aziende che da febbraio hanno fatto richiesta di fondi per la cassa integrazione in deroga. «Se anche la cigs fosse rifinanziata a breve, potremmo vedere i primi soldi a luglio. Il rischio è quello di un impoverimento importante del tessuto sociale».
«Non si risolve – afferma Daniele Gioffredi, della segreteria confederale Cgil – il problema della ripresa produttiva con l’uso degli ammortizzatori sociali, ma sono l’unica cosa rimasta per migliaia e migliaia di famiglie».
La Cgil pistoiese era in piazza Montecitorio insieme ai lavoratori due giorni fa. Il governo nicchia. La ministra del lavoro Elsa Fornero ha replicato ai sindacati dicendo che un governo in scadenza non può fare «decreti ad hoc». «Chiederò a Monti e a Grilli – ha affermato – una riunione da mettere in calendario per lunedì o martedì».
In serata, il collega del tesoro Vittorio Grilli ha precisato che il rifinanziamento della cigs può entrare nel decreto sui pagamenti della pubblica amministrazione «ma senza usare le coperture per le spese in conto capitale». In pratica, non dovrebbe esserci resistenza da parte del ministro del Tesoro, ma solo a fronte di coperture che non intacchino i conti dei pagamenti alle imprese. Fornero ha riconosciuto che «la spesa non potrà essere più bassa del 2012, quando le risorse investite nella cigs sono state pari a 2,3 miliardi». Per Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, 2,7 miliardi di euro potrebbero essere recuperati da grandi patrimoni e spese militari.
«La situazione sta diventando pesante – commenta Gioffredi – La Regione Toscana ha bloccato le autorizzazioni a riscuotere per le domande pervenute dopo il 31 gennaio 2013, perché ha raggiunto il limite massimo di finanziamento rispetto ai fondi stanziati dal governo. Le domande molte volte sono trimestrali, per cui il pagamento della cigs era garantito fino a marzo. Come Cgil valutiamo che da questo blocco siano coinvolti nell’immediato, a livello provinciale, un migliaio di lavoratori, e nei prossimi mesi tutte le altre aziende che non hanno potuto ripresentare la domanda (per un totale di un altro migliaio di lavoratori)».
Tutti i comparti sono colpiti, non ci sono isole felici: «Trattiamo cigs per il terziario, come per il commercio, l’artigianato e i servizi».
Tiziana Gori
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