La manifestazione
Mense, il Comune non ha ancora deciso sui risarcimenti
Ricorso contro la sentenza del Tar, ricalcoli, tariffe future: Palazzo di Giano al lavoro per trovare una soluzione
PISTOIA. La novità è che non ci sono novità, almeno per il momento, sulla questione delle tariffe per le mense scolastiche. All’amministrazione comunale non sono bastati tre giorni e una domenica di tempo per decidere cosa fare dopo la sentenza del Tar che ha cancellato le tariffe in vigore per le mense comunali.
Cosa succederà ora? Le famiglie che hanno sborsato più soldi a pasto (fino a 6,10 euro) rispetto alla tariffa (4,90 euro) in vigore lo scorso anno, saranno rimborsate? E quelle, viceversa, che hanno ottenuto l’esonero totale o tariffe ridotte (sempre rispetto ai 4,90 euro a pasto) dovranno restituire la differenza? E, prima di tutto, il Comune presenterà ricorso contro le sentenze del Tar?
Queste domande si rincorrono sul web, riempiono profili Facebook, rimbalzano di email in email. C’è chi smentisce l’ipotesi di una richiesta di rimborso alle famiglie in difficoltà economiche e chi garantisce che il Comune effettuerà i risarcimenti con degli abbuoni sulle rate dei prossimi mesi. Ma in realtà si tratta solo di voci prive di qualunque consistenza, almeno per ora.
Ufficialmente, il Comune tace. Anche lunedì pomeriggio, all’inizio del consiglio comunale sul regolamento urbanistico, molti consiglieri davano per certa una comunicazione del sindaco Bertinelli sull’argomento, comunincazione che non c’è stata.
In via ufficiosa, è possibile sapere che gli uffici sono ancora al lavoro sulla sentenza del Tar, per cercare di costruire un nuovo sistema tariffario che rispetti le sentenze dei giudici amministrativi ma non deroghi ai principi che l’amministrazione Bertinelli ha indicato come fondamentali: equità e progressività, cioè tariffe che pesino decisamente sulle famiglie con risorse economiche maggiori.
Dal momento che le condizioni economiche vengono valutate tramite le dichiarazioni Isee, un proponimento del genere deve fare i conti con il divieto espresso dal Tar di modulare per tutti l’accesso alla mensa attraverso lo stesso certificato Isee. Un confine sottile, tant’è che il capogruppo Pd in consiglio comunale Giovanni Sarteschi, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook, sostiene che, al di là di questioni formali, l’amministrazione comunale pistoiese aveva fatto proprio quello che i giudici del Tar consigliano di fare, cioè fissare un criterio generale di accesso e deroghe specifiche (ottenibili tramite Isee) per le famiglie in difficoltà. Dove il criterio generale di accesso sarebbe stato la tariffa a 6,10 euro.
Un’ipotesi che non a caso ha subito suscitato le preoccupazioni di un altro consigliere comunale, Alessio Bartolomei, che ha espresso il timore che il Comune fissi proprio come tariffa ordinaria quella di 6,10 euro, più alta del costo medio a pasto delle mense.
Il fatto è che la questione su cui anche in consiglio comunale si è discusso a lungo («può il Comune chiedere di far pagare ad una famiglia una tariffa a pasto più alta del suo costo medio?») non è stata presa in esame dal Tar: tra i motivi di impugnazione nei ricorsi c’era, ma i giudici hanno ritenuto inutile esaminarla, visto che già l’applicazione “a tappeto” dell’Isee bastava a rendere illegittime le delibere della giunta Bertinelli.
Fabio Calamati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
