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Anche due famiglie pistoiesi contro la Costa Concordia
PISTOIA. Il processo a Schettino ed alla Costa Crociere al Tribunale di Grosseto è iniziato lunedì anche per quattro pistoiesi. Si tratta di una intera famiglia (padre, madre e la figlia minore) e...
PISTOIA. Il processo a Schettino ed alla Costa Crociere al Tribunale di Grosseto è iniziato lunedì anche per quattro pistoiesi. Si tratta di una intera famiglia (padre, madre e la figlia minore) e di un ragazzo minorenne che in quel tragico 13 gennaio 2012 erano a bordo della motonave Costa Concordia quando la stessa urtò gli scogli delle Scole all'isola del Giglio per poi naufragare e che si salvarono con non poche difficoltà.
All'udienza preliminare di lunedì, come altri 200 fra passeggeri, membri dell'equipaggio, associazioni ed enti locali, anch'essi hanno chiesto al giudice Pietro Molino di costituirsi parte civile, ovvero di partecipare al processo penale per sostenere l'accusa contro il comandante della nave e i responsabili del naufragio e chiedere il risarcimento dei danni subiti. I quattro pistoiesi, assistiti dagli avvocati Alessandro Fagni e Ilaria Valentini del Foro di Pistoia, non erano presenti, come tutte le altre persone offese, alla prima udienza di lunedì (il processo si svolge in un teatro, a causa del gran numero di parti civili) in quanto si è trattato di una prima presentazione degli atti di costituzione di parte civile, cui hanno provveduto i direttamente loro legali.
L'udienza, alla quale era presente invece, unico fra gli imputati, il comandante Francesco Schettino, è stata aggiornata a oggi per dar modo alle difese degli imputati (oltre a Schettino il vicecomandante Ambrosio, il terzo ufficiale, il timoniere, l’hotel director e il coordinatore dell’unità di crisi) di visionare gli atti depositati dalle parti civili, dopodiché il giudice dovrà decidere quali costituzioni ammettere, decidendo anche se far partecipare al processo le associazioni dei consumatori, gli enti locali ed i vari ministeri.
Gli avvocati Fagni e Valentini hanno anche richiesto, con apposita istanza, di citare il responsabile civile Costa Crociere Spa, datore di lavoro degli imputati, che dovrebbe direttamente provvedere a risarcire i danni patrimoniali e morali subiti. La società Costa spa, infatti, dopo essere stata indagata nell’inchiesta sulla tragedia del Giglio, è uscita dal processo con un patteggiamento e il pagamento di un milione di euro. Anche su tale richiesta, che è stata assunta anche da molti altri avvocati di parte civile, il giudice deciderà all'udienza di oggi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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