Il Tirreno

Pistoia

«Troppi infortuni nelle cucine Asl»

«Troppi infortuni nelle cucine Asl»

La denuncia (anonima) di alcuni lavoratori della Dussman «Rischiamo di subire delle ritorsioni dall’azienda»

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PISTOIA. Raccontano di continui infortuni sul lavoro, di attrezzature inadeguate, di forniture insufficenti, di un clima di paura e di incertezza che regnerebbe tra tutti i settanta dipendenti che lavorano per le cucine e la sanificazione dell’ospedale del Ceppo. Un clima talmente pesante da spingere i lavoratori a non rivelare néla loro identità néil sindacato in cui militano. «Paura di ritorsioni» dicono, nel corso della singolare conferenza stampa svoltasi ieri.

Nel mirino dei lavoratori c’è l’azienda che da anni ha l’appalto per pulizie e cucina dell’ospedale del Ceppo, la Dussman, multinazionale del settore molto conosciuta. La cucina pistoiese, tanto per dire, si occupa di preparare i pasti anche per l’ospedale pediatrico Meyer, per i distretti sanitari pistoiesi e per alcune scuole.

Molte delle rimostranze espresse dai lavoratori sono state messe nero su bianco l’8 marzo scorso in una lettera firmata dalla rappresentanza sindacale unitaria dell’azienda e spedita alla Dussman stessa e alla direzione dell’Asl 3.

Molte carenze denunciate dai lavoratori riguardano la sicurezza. «Gli infortuni – dicono – sono all’ordine del giorno in cucina, dove spesso mancano attrezzi adeguati e le protezioni previste. Nei giorni scorsi una dipendente si è scottata riportando ustioni di secondo grado».

Altro problema sollevato è la scarsa igiene nelle cucine ma anche in diversi luoghi dell’ospedale dove operano i dipendenti Dussman. Problemi che questi ultimi attribuiscono alla carente organizzazione del lavoro dell’azienda.

Secondo loro l’azienda mostra carenze organizzative, ma non ha problemi ad aumentare controlli e verifiche a carico dei propri dipendenti. Co ntrolli così stringenti e continuati nel tempo che c’ è persino chi parla di fenomeni di mobbing, anche se nessuna denuncia concreta viene citata.

C’è poi la questione dell’organico. I lavoratori ammettono che negli accordi non esiste un organico preciso, ma sottolineano che 70 dipendenti in tutto per coprire l’esteso mansionario affidato alla Dussman sono decisamente troppo pochi.

Infine le prospettive di lavoro. A luglio l’ospedale del Ceppo traslocherà al campo di volo, dove il nuovo edificio ha delle cucine autonome. La Dussman rimarrà a gestire quelle del Ceppo, che non chiuderanno, almeno così è stato detto ai dipendenti. Ma che tipo di attività dovranno sostenere, visto che pazienti e dipendenti Asl se ne andranno in gran parte altrove?

Ad onor del vero va detto che non è la prima volta che la Dussman finisce nell’occhio del ciclone delle accuse sindacali. Le accuse di carenze strutturali e di sicurezza insufficente per le cucine del Ceppo non sono nuove. Emersero ad esempio anche nell’ottobre 2010. La Dussman e l’Asl 3, allora, risposero aprendo le cucine ad una visita guidata di quasi un’ora alla stampa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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