Sicurezza
Repower: troppi i guai e senza alcun beneficio
In un documento di Comune e Provincia le ragioni del no alla centrale a gas Rischio idraulico, contrarietà delle Autostrade, scarsi vantaggi per il territorio
PISTOIA. Tanti problemi evidenziati dalla valutazione di impatto ambientale della Regione al progetto della centrale di coogenerazione dell’azienda Repower all’ex stabilimento Radicifil. Troppi e alcuni decisivi e irrisolvibili. E a questi si aggiungono le importanti eccezioni e prescrizioni richieste dalla Società Autostrade. Sono i motivi per i quali Comune e Provincia sono arrivati alla sofferta conclusione che quel progetto va accantonato. Il sindaco Samuele Bertinelli e la presidente della Provincia Federica Fratoni, lo hanno spiegato ieri pomeriggio ai lavoratori nella sala consiliare: un lungo incontro che ha fatto ritardare i lavori del consiglio comunale. Ma vediamo in sintesi i passaggi focali del documento congiunto Comune-Provincia.
Rischio idraulico. Nella v.i.a della Regione assumono particolare rilevanza, si legge nel documento, le problematiche connesse alla classificazione idraulica dell’area, che con il nuovo Pai è cambiata con l’effetto di incrementare i volumi di acqua da stoccare nella cassa di espansione di progetto».
Società Autostrade contraria. Il parere negativo del concessionario preposto alla tutela del vincolo autostradale, è arrivato nello scorso dicembre. «L’impianto (e le opere ad esso connesse, quali la cassa), difatti, ricade nell’ambito della fascia di rispetto di 60 metri. Autostrade s.p.a., anche in vista della realizzazione della terza corsia, ha subordinato il proprio parere favorevole a condizioni che non paiono possano essere credibilmente soddisfatte: a) disponibilità alla rimozione a cura e spese del proponente delle opere realizzate, ove si manifestino esigenze autostradali; b) individuazione di un’altra area, oltre il limite della fascia di rispetto, nella quale realizzare la cassa di espansione; c) viste le difficoltà tecniche di intervenire sul corpo autostradale una volta realizzate le opere, realizzazione a carico del proponente della terza corsia autostradale nel tratto prospiciente la cassa.
Non ci sono benefici diretti per i cittadini. Non solo, dall’esame del progetto è altresì emerso che la centrale - così come progettata - non avrebbe quelle positive ricadute ambientali per il territorio che giustificano la disciplina di favore europea e regionale». Sintetizzando, la cogenerazione potrebbe consentire, fra l’altro di risparmiare energia nelle zone circostanti, fornendo calore “già pronto” agli edifici e con benefici per tutti i cittadini. Grande anche la possibilità di abbattimento dell’inquinamento attraverso la produzione di energia elettrica (per tutti), la generazione di acqua calda e la possibilità di far funzionare un impianto frigorifero tramite il calore (frigoriferi ad assorbimento). «Nel progetto presentato da Repower – si legge nel documento –tutti questi elementi, purtroppo, non sono presenti».
Occupazione. Nonostante il No, Comune e Provincia rimangono «impegnati, oggi più di ieri, nei confronti dei lavoratori che avevano riposto fiducia nella prossima realizzazione dell’impianto, consapevoli che si pone con urgenza il tema della salvaguardia del reddito e delle prospettive di impiego. Per queste ragioni, se Repower vorrà confermare la volontà rappresentata al tavolo istituzionale di investire, in forme diverse, sul territorio pistoiese, le amministrazioni comunale e provinciale saranno ovviamente disponibili a confrontarsi, come con qualunque azienda avesse il medesimo interesse».
Francesco Albonetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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