Il Tirreno

Pistoia

la rabbia degli ex radicifil

Ottanta verso il licenziamento «Ci siamo fidati invano»

Ottanta verso il licenziamento «Ci siamo fidati invano»

PISTOIA. Sono un’ottantina gli ex lavoratori Radici rimasti al polo. Beneficiano, si far per dire, della cassa integrazione in deroga che sta per scadere. Con questa improvvisa accelerata impressa...

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PISTOIA. Sono un’ottantina gli ex lavoratori Radici rimasti al polo. Beneficiano, si far per dire, della cassa integrazione in deroga che sta per scadere. Con questa improvvisa accelerata impressa dal parere negativo delle istituzioni, fino a ieri “amiche”, temono che il prossimo passo sia la mobilità, anticamera del licenziamento. Ieri mattina gli operai si sono riuniti alla Camera del lavoro con i dirigenti sindacali, poi una parte è andata in Comune ad ascoltare sindaco e presidente Fratoni. Rabbia, sbigottimento e anche un po’ di rassegnazione. «Non ci aspettavamo un risvolto così clamoroso – dicono i lavoratori – una vicenda rimasta sospesa per due anni in Regione e conclusa così negativamente e senza appello. Ora possiamo essere licenziati subito perché l’azienda si sentirà disimpegnata». «Forse non è stato proprio un fulmine a ciel sereno – gli fa eco un collega – Le difficoltà si vedevano. Fa rabbia che noi siamo sempre stati rispettosi delle istituzioni, abbiamo sempre avuto un atteggiamento laico e non ideologico. Ci siamo fidati e questa è la conseguenza. Gli altri in quattro anni non hanno fatto una sola proposta alternativa al progetto Repower. Non si poteva realizzare questa centrale? Bene, ci offrono un’alternativa, ci dica Coldiretti cosa realizzare in quel sito e come impiegare le maestranze». Circolano battute amare dettate dalla rabbia a caldo: «Quando ci arriveranno le lettere di licenziamento andremo a mangiare a casa di chi ha protestato». «Per trovare un lavoro oggi esistono solo due strade: minacciare il suicidio o andare a rubare». C’è chi fa presente che l’area Repower è l’unica rimasta all’asciutto durante i recenti nubifragi. Chi fa notare che l’inquinamento viene da altre fonti: «A Pistoia non c’è più un’industria ma ci dicono che la gente si ammala. Allora chi è che inquina? L’Arpat dovrebbe andare a campionare i terreni e controllare le falde». Comune e Provincia nel documento approvano dedicano un’ampia parte alla situazione occupazionale e ribadiscono il loro forte impegno nei confronti dei lavoratori ex Radicifil. (f.a.)

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