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Pistoia

Cinque mesi per un test al fegato

Cinque mesi per un test al fegato

Attesa di un anno anche per ernia e colonscopia. Benedetti e Mugnai (Pdl): «Servono più convenzioni coi privati»

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PISTOIA. Cinque mesi per un test al fegato, prima disponibilità a San Marcello, un anno per un intervento alle emorroidi. L’Asl pistoiese è molto impegnata nell’organizzazione del nuovo assetto sanitario in vista dell’apertura del nuovo ospedale e dei forti tagli imposti al budget, ma la situazione delle liste di attesa permane un’emergenza. Lo ha denunciato nei giorni scorsi la Cgil, lo confermano ogni giorno le storie segnalate al giornale dai cittadini. Il caso “emorroidi”, viene segnalato come fra i più eclatanti dai consiglieri regionali del Pdl Stefano Mugnai e Benedetti, il primo presidente della commissione sanità, il secondo vicepresidente del consiglio regionale. Benedetti e Mugnai, presentando un’interrogazione urgente alla giunta regionale, propongono il ricorso a convenzioni coi privati per abbattere il fenomeno. «Emorroidi? No problem, ci pensa il chirurgo – scrivono i due consiglieri – Sì ma tra un anno, però. Accade nella Asl 3 di Pistoia, ove questa prestazione di chirurgia vascolare è - quanto ad attese - in nutrita compagnia: sei mesi per l'artroscopia al ginocchio o per un intervento di chirurgia generale alle varici, altri sei per la visita alla cataratta, otto per la gastroscopia e di nuovo un anno per un'ernia inguinale o una colonscopia». I due esponenti del Pdl sono consapevoli che, quanto a liste di attesa, l’Asl pistoiese «non fa da pecora nera nel sistema sanitario toscano». Ma aggiungono che la soluzione ci sarebbe eccome: incrementare le convenzioni con le strutture private che smaltirebbero un bel po' di richieste. Al contrario, la Regione tende a ridurle drasticamente. «Quindi? Che si fa? Un anno di emorroidi? Anche no. I tempi di attesa per visite specialistiche, per prestazioni di diagnostica o di riabilitazione e per molti interventi chirurgici sono tra le criticità presenti nel sistema sanitario toscano. Nonostante le linee di indirizzo indicate nelle varie delibere di giunta regionale - ricordano Benedetti e Mugnai nella loro interrogazione - il problema permane soprattutto a carico di coloro che si trovano socialmente ed economicamente ai margini della società toscana. Le prestazioni erogate da privato convenzionato costituirebbero un alleggerimento delle liste di attesa per il cittadino ma anche per l'azienda sanitaria, ancorché la Asl stessa e quindi la Regione provvedano a non ostacolare tali convenzioni con il settore privato». L’azienda, concludono i consiglieri regionali, deve verificare costantemente i tempi di attesa per restituire i servizi ai cittadini che ne abbiano bisogno.

L’Asl 3 annuncia che è in corso un progetto di riorganizzazione dell'offerta in relazione all'apertura del nuovo ospedale di Pistoia. Ed è in corso di predisposizione un percorso per le urgenze non differibili e di priorità che sarà concordato con i medici di famiglia.

Francesco Albonetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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