Sicurezza
Repower in bilico, summit in Comune
Lunga riunione con il sindaco Bertinelli e la presidente della Provincia Fratoni. Enti locali verso un “no” al progetto
PISTOIA. Lunga riunione nella notte a Palazzo di Giano, presenti tra gli altri il sindaco Samuele Bertinelli e la presidente della Provincia Federica Fratoni. Sul tavolo, un argomento della massima importanza: l’atteggiamento da tenere sul dossier Repower, la centrale termoelettrica a metano che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex Radicifil, a Canapale.
Il riserbo è stato massimo per tutto il giorno sul contenuto della riunione, ma la presenza dei massimi vertici istituzionali e la durata stessa della riunione, insieme alla riservatezza di cui è stata circondata, autorizzano a pensare che in ballo ci potrebbe essere una decisione clamorosa: il “no” all’insediamento industriale da novanta milioni di euro che la multinazionale svizzera sarebbe pronta a realizzare.
Oggi dovrebbe essere possibile saperne di più. Quel che è certo, comunque, è che negli ultimi tempi il clima attorno all’ipotesi di realizzazione della nuova centrale termoelettrica da 120 MWe era nettamente mutato: dall’apprezzamento aperto dei primi annunci, nel 2010, si era passati ad un’ufficiale linea di cautela, con un numero crescente di esponenti dello schieramento di centrosinistra che sostiene sia la presidente Fratoni che il sindaco Bertinelli pronti a dire chiaro e tondo che loro la centrale sarebbero molto perplessi a votarla.
Tra gli ultimi, i consiglieri comunali dell’Italia dei valori e del Sel, ma anche esponenti del Pd come Tommaso Braccesi, Carla Breschi e Giovanna Mazzanti. Nel luglio 20101, quando l’ipotesi Repower fu sancita da un protocollo d’intesa firmato a Firenze da Regione, Provincia, Comune, organizzazioni sindacali, Associazione industriali e dalla stessa Repower produzione Italia spa, i toni erano decisamente diversi. L’assessore regionale Simoncini plaudì all’operazione capace di salvaguardare posti di lavoro; il sindaco Renzo Berti parlò di notizia concreta e buona per il territorio di Pistoia; Federica Fratoni indicava addirirttura nella sinergia creatasi attorno al progetto «un valido esempio da seguire per risolvere anche altri casi simili».
I primi dubbi li sollevarono i comitati di Bottegone e della piana, che sollevarono obiezioni soprattutto sul fronte ambientale. Ma la prima assemblea svoltasi a Bottegone sul progetto Repower, il 26 ottobre 2010, servì soprattutto all’azienda per illustrare le sue intenzioni.
I dubbi si rafforzarono l’anno sucessivo: da un lato la procedura regionale di Via non accennava a concludersi, dall’altro Coldiretti, la principale associazione del mondo agricolo, gettò tutto il suo peso contro l’ipotesi della centrale termoelettrica. Un progetto inutile dal punto di vista energetico, pericoloso da quello ambientale e idrogeologico: Coldiretti negli ultimi due anni ha prodotto dossier e studi a raffica contro la centrale.
Seguirono affollate e tese assemblee, che hanno mobilitato molti abitanti contro il progetto. Diversi soggetti – tra cui la stessa Coldiretti – hanno presentato ricorsi al Tar. La Via regionale si è infine conclusa positivamente, ma il disco verde sugli aspetti ambientali non ha fatto altro che suscitare nuove polemiche.
In questo quadro, finora il Comune aveva tenuto una linea “laica”, attendendo i passaggi formali (e quindi, ora, l’esame da parte della Provincia dell’Aia, l’autorizzazione di impatto ambientale). Ma forse in queste ore qualcosa potrebbe cambiare.
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