Il Tirreno

Pistoia

Cormio: noi favorevoli al referendum

Comune unico, Il sindaco di S. Marcello replica alle accuse. Gambetta Vianna: «È lei il problema»

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MARCELLO. Dibattito e reazioni a catena sul tema del Comune unico all’indomani della decisione di indire un referendum entro l’anno. Nell’occhio del ciclone, interviene il sindaco di San Marcello Silvia Cormio. «Come già altre volte espresso, siamo assolutamente favorevoli e disponibili alla nascita del Comune unico della nostra Montagna – scrive il sindaco – Per noi la fusione dei quattro Comuni rappresenta un obiettivo fondamentale, significa "maggiori finanziamenti, maggiori risparmi, razionalizzazione dei costi", come scritto nelle nostre linee programmatiche. La nostra volontà è quella di arrivarci attraverso un percorso istituzionale già avviato, e soprattutto attraverso la partecipazione democratica dei cittadini, i quali devono essere ben informati sulle enormi potenzialità che un unico grande Comune montano potrebbe avere. Tutto ciò è stato ribadito nel corso dell'audizione tenutasi questa mattina presso la prima commissione del consiglio regionale a Firenze». «Come rappresentante della nostra amministrazione ho evidenziato l'importanza del Comune Unico, mettendo in luce la necessità di una forma di partecipazione, che interessi la cittadinanza, perchè un processo così delicato e importante non può prescindere da un coinvolgimento diretto degli attori protagonisti».

Di diverso avviso Antonio Gambetta Vianna, capogruppo pistoiese di Più Toscana, secondo il quale il Comune di San Marcello «vuole dilatare i tempi». «C’era una volta un candidato sindaco con le idee chiare Silvia Cormio, che come primo punto del proprio programma per le amministrative 2012 diceva “uniamo le forze, risparmiamo sui costi di gestione per mettere risorse su servizi e opere pubbliche: realizziamo il Comune unico della Montagna Pistoiese” – scrive Gambetta Vianna – La stessa Cormio, in un proprio comunicato stampa del 22 aprile 2012, disse anche che “la nuova amministrazione si dovrà impegnare con determinazione per quello che è il nostro obiettivo prioritario: il Comune unico, da costruire in tempi brevi” e che avrebbe anche dato la propria disponibilità “a rimettere il mandato per fare in modo che possano essere subito eletti sindaco ed il consiglio comunale del Comune Unico” Adesso che siamo al dunque, Cormio vuole allungare inspiegabilmente i tempi. Forse perché è sindaco da un solo anno? Potrebbe fare benissimo il primo cittadino del Comune di Montagna Pistoiese».

«Quando il sindaco di Piteglio, Claudio Gaggini, si dice finalmente del tutto favorevole e addirittura il primo cittadino di Abetone, Giampiero Danti, ha aperto in qualche modo al Comune unico, i freni non possono giungere da colei che in campagna elettorale ha fatto di questa proposta il proprio punto di forza» ribadisce Gambetta Vianna.

Sul tema interviene anche Giulio Baldassarri dei Giovani Comunisti della montagna.

«Un'accelerazione sulla strada del Comune Unico non porterebbe vantaggi ai cittadini della montagna pistoiese. Si pensi piuttosto ad investire sul recupero delle aree abbandonate e sulla tutela dei servizi pubblici essenziali. I cittadini della montagna pistoiese necessitano di una maggiore attenzione riguardo ai servizi essenziali già in via di smantellamento (lavoro, ospedale, poste, trasporto pubblico), tolti i quali non ci troveremmo lontani da una situazione terzomondista. E la risposta più adeguata, per il futuro, non può certo essere quella del Comune Unico, che non corrisponde evidentemente alle esigenze della cittadinanza. Infatti unificando i comuni non faremmo altro che limitare l’attenzione già scarsa a quelle frazioni che pagano più di altre lo smantellamento dei servizi pubblici, non solo per motivi geografici ma anche per il fatto che un unico ente comunale garantirebbe loro ancor meno rappresentanza politica».

«Gli sbandierati vantaggi della fusione non sono tali, o, comunque, risulterebbero ininfluenti rispetto alla situazione del nostro territorio – prosegue Baldassarri – il vantaggio economico sarebbe minimo e il nuovo comune rimarrebbe comunque di piccole dimensioni (sotto la soglia dei 15mila abitanti)».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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