Il Tirreno

Pistoia

«Viviamo con 276 euro di pensione»

«Viviamo con 276 euro di pensione»

Il licenziamento, i problemi di salute della moglie: si racconta il ladro di rame a cui un imprenditore ha offerto un lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Pare che il comandante dei carabinieri l’abbia ascoltato a lungo in caserma. «Tutto è partito dal comandante», ripete Marcello Mucci, 54 anni, piccoli precedenti per furto maturati recentemente. Nell’ultimo, a Empoli, se l’è vista brutta. L’imprenditore edile Paolo Pedrotti se l’è trovato davanti alle sei del mattino, e nel corso di una colluttazione l’ha ferito superficialmente all’addome. Niente di grave, Mucci è a casa, e ogni giorno fino al processo per direttissima ha l’obbligo di firma dai carabinieri. In caserma Mucci ha parlato a lungo di sè. Non ci sono giustificazioni per un furto, non può essere giustificato. Ma l’imprenditore edile ha ripensato a mente fredda a quanto successo, e ha deciso di dargli una seconda possibilità. Gli ha offerto un impiego. Mucci per trent’anni ha lavorato come giardiniere. Fino a due anni fa, quando è stato licenziato.

Vive con la moglie Maria Catena in una casa modesta ma dignitosa in via Burraccia e Pacinotta, alle porte della città. In piena campagna, in una corte di case piena di animali. Loro ne hanno quattro: due cagnoline e due gatti. Selvaggia, una delle due bastardine, cerca di stare in collo al padrone.

Dal 2011, racconta Marcello Mucci, vivono con la pensione di invalidità della moglie: 276 euro al mese. Lei ha avuto grossi problemi di salute sin da giovane: «Un soffio al cuore - racconta - che ha reso necessario l’inserimento di una valvola prima biologica, poi meccanica, con una seconda operazione dopo 12 anni». Nel 2009, poi, è stata colpita da ischemia, e da allora non ha più trovato lavoro. Assisteva gli anziani: «All’ospedale e a casa. A volte anche due o tre insieme. Ora ci sono le rumene, costano meno». I due figli sono grandi, il maggiore, Armando, si è sposato a maggio, mentre la figlia Giovanna studia medicina del lavoro a Pisa.

Maria Catena diventa rossa quando ripensa a quello che ha fatto il marito: «Mi sono arrabbiata a bestia», dice. Lui prima la guarda, poi cerca di dare una spiegazione: «Ha ragione. Il fatto è che non abbiamo più una vita decente». Racconta della spesa ai discount, comprando un pacchetto di pasta o di fette biscottate. Lontani i tempi dei due carrelli pieni. Lontane le possibilità che avevano consentito la ristrutturazione della vecchia tinaia. «Per avere una casa non abbiamo mai fatto una settimana di ferie». E mentre lo dice, lo sguardo di Mucci si accende di orgoglio. «Ne ha troppo - dice Maria Catena - non ha voluto accettare l’aiuto dei servizi sociali».

«Quando siamo andati alla Caritas - sbotta lui - ci hanno aiutato a pagare una bolletta dicendoci di non farci più vedere, perché avevano casi più gravi». Come se fosse una giustificazione. Non lo è, ma Pedrotti ha deciso di tendere loro una mano. Mucci afferma che non si lascerà sfuggire questa possibilità. «Un lavoro è la sola cosa che ho sempre chiesto».

Tiziana Gori

ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2-3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa