Il Tirreno

Pistoia

Consiglieri comunali Trasparenza zero su redditi e proprietà

di Fabio Calamati
Consiglieri comunali Trasparenza zero su redditi e proprietà

Entro due mesi dall’elezione avrebbero dovuto depositare le dichiarazioni, ma gli uffici non le hanno mai chieste

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il sito internet del Comune di Pistoia non è certo avaro di informazioni preziose sul funzionamento della macchina comunale: sotto il link significativamente intitolato “trasparenza” si possono trovare i compensi e i curricula degli amministratori, l’albo dei beneficiari di somme di denaro provenienti dal Comune, l’elenco degli immobili che Palazzo di Giano ha in affitto, la rassegna dettagliata degli incarichi e delle collaborazioni.

Mancano solo le notizie sul patrimonio dei consiglieri comunali e sulle loro dichiarazioni dei redditi: dati che per legge (la 441 del 1982) dovrebbero essere conosciuti e divulgati dalle pubbliche amministrazioni. Ma in questo caso sarebbe inutile cercarli. Queste informazioni sul sito web del Comune non ci sono perché l’amministrazione comunale stessa ammette di non possederle.

Eppure dal 2002 c’è un regolamento comunale ad hoc, che si intitola “Pubblicità della situazione patrimoniale dei membri del consiglio”, che (articolo 2) impone ai consiglieri comunali entro due mesi dalla notifica dell’avvenuta elezione di trasmettere al sindaco: una dichiarazione su beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri (ad esempio le auto), azioni, cariche ricoperte in società; una copia dell’ultima dichiarazione dei redditi; una dichiarazione sulle spese sostenute in campagna elettorale. Lo stesso regolamento, all’articolo 8, stabilisce che queste informazioni vengano raccolte in un apposito bollettino a disposizione degli elettori, che lo possono consultare presso la segreteria generale.

Ebbene, con un qualche imbarazzo gli uffici in questione fanno sapere che – complice il superlavoro che il passaggio di mandato amministrativo porta con sé – nessuno ha chiesto ai neoconsiglieri di far fronte ai loro doveri di trasparenza. E sì che da maggio sono passati non due ma dieci mesi. E i consiglieri stessi, evidentemente, non si sono molto preoccupati della cosa.

Per giustizia va anche detto che non sono i soli: lo stesso regolamento (che, lo ricordiamo, è in vigore dal 2002) obbligava anche i consiglieri uscenti a rendere conto della loro situazione patrimoniale. Altro adempimento disatteso.

E sì che il nuovo consiglio comunale pare particolarmente sensibile sui temi dell’etica e della trasparenza: un apposito gruppo di lavoro ha confezionato una bozza di codice etico molto rigoroso, ricalcato sulla cosiddetta “Carta di Pisa”, che detta norme su conflitti d’interesse, dimissioni obbligatorie nel caso di rinvio a giudizio e così via. Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere che ritiene fondamentale la sua approvazione. Ma neanche i seguaci di Beppe Grillo si sono preoccupati di osservare un regolamento che già esiste, anche se in tanti lo ignorano.

Resisi conto dell’inadempienza, gli uffici comunali fanno sapere che cercheranno al più presto di rimettersi in linea: tutti i consiglieri verranno contattati per chiedere loro le informazioni previste dal regolamento. Non resta quindi che aspettare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa