Il Tirreno

Pistoia

Soldati all’attacco: «Il sindaco si dimetta»

Sulla questione Pacini l’ex assessore di San Marcello lancia dure accuse a Silvia Cormio

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MARCELLO. Per l’ex vice-sindaco Luisa Soldati, «assistere all'assemblea per l'ospedale alla sala parrocchiale è stato come vedere uno di quei, tristissimi, film realistici che narrano le vicende di territori desolati di periferia».

Suggestioni cinematografiche a parte, Soldati risconosce al direttore dell’Asl, come ha fatto anche il sindaco di Cutigliano Carluccio Ceccarelli, perché «finalmente si è ben capito che succedeva, ma che sicuramente non tranquillizzano noi cittadini».

Ma il piatto forte dell’intervento di Luisa Soldati è la richiesta di dimissioni del sindaco Luisa Cormio. «L'atteggiamento del sindaco ed il modo in cui si è rivolta, livida, ai cittadini è stato un brutto spettacolo – scrive Soldati – Anche il richiamo sulla giusta dizione del suo cognome verso la rappresentante del comitato “Montagna Pistoiese è qui che voglio vivere”, è stato ridicolo. Quando si accetta un incarico pubblico si deve essere in grado di sostenere anche le critiche e ci si assume la responsabilità di rappresentare un popolo, tutto, non è obbligatorio fare il sindaco e, francamente e senza offesa, mi sento di consigliare al sindaco Cormio, anche per tutelare la sua salute: Si dimetta! Nessuno la biasimerà».

Tornando alle questioni che riguardano la sanità Soldati dice «vorrei sottolineare un passaggio del dottor Abati che in un breve momento, sicuramente stimolato dall'incoerente intervento, considerate le politiche del suo partito, della consigliera provinciale del Pdl, è uscito dal suo ruolo di tecnico burocrate nominato dalla politica di governo e si è ricordato di essere un cittadino lui stesso richiamando gli altri cittadini ad una considerazione, ed incitandoli ad approfondire le vere ragioni della razionalizzazione sanitaria in Italia, che giustamente faceva notare sono da ricercarsi in una volontà politica bipartisan, dimostrata dal sostegno incondizionato da Pd e Pdl, al governo Monti e dalla votazione unanime della legge dello stato Spending Review».

«Lo smantellamento della sanità pubblica – prosegue Soldati – non ci è caduto sulla testa oggi, ma è un progetto in atto già da tempo, denunciato da comitati e dai partiti extraparlamentari (non a caso), la Regione Toscana realizza, peggiorandola, la politica imposta dal governo Monti con la Spending Review, attraverso il taglio di posti letto, la riduzione e l’accorpamento dei laboratori di analisi, del 118, dei centri di nascita, il taglio dell'8% sugli appalti con il rischio di licenziamento del 20% del personale».

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