La manifestazione
Negozi e uffici nell’area ex Martinelli
L’amministrazione comunale favorevole ad accogliere le richieste della proprietà, l’immobiliare Laser di Pierallini
PISTOIA. Spunta un futuro possibile per l’area ex Martinelli, i 28mila metri quadrati un tempo occupati dall’omonima trafileria, inseriti a cuneo nella biforfocazione tra la ferrovia Porrettana a nord e la Pistoia-Lucca a sud. Oggi inutilizzata, l’area appartiene alla Immobiliare Laser spa, che fa capo all’imprenditore Graziano Pierallini della Omep, una delle aziende più grandi e conosciute dell’indotto Breda.
Tanti i problemi che impediscono un rilancio solo industriale delle ex Martinelli: per questo Pierallini ha chiesto che il nuovo regolamento urbanistico gli consenta di aggiungere anche uffici e negozi nella ristrutturazione dei vecchi capannoni. Lo scorso anno l’amministrazione comunale aveva detto di no. Ma in questi giorni, in commissione consiliare urbanistica, è spuntata la disponibilità degli uffici a concedere alla Immobiliare Laser la nuova destinazione.
Se l’orientamento verrà confermato dal consiglio comunale (a giorni il regolamento urbanistico affronterà il dibattito in aula per la definitiva approvazione) l’area ex Martinelli avrà una probabilità in più di risorgere dall’attuale abbandono.
L’Immobiliare Laser di Pierallini diventò proprietario dell’area nel 2005. L’idea era quella di trasferirvi l’attività dell’azienda storica di famiglia, la Omep, che avrebbe potuto sfruttare al meglio la vicinanza con lo stabilimento Breda, di cui è praticamente confinante. Dal punto di vista urbanistico nessun problema: l’area era prevista come industriale. In realtà già allora si parlava di possibile chiusura dei passaggi a livello della ferrovia Pistoia-Lucca, compreso quello di via Ciliegiole, circostanza che avrebbe privato l’area del suo sbocco naturale; ma il rischio non scoraggiò l’imprenditore.
Pochi anni dopo, invece, via Ciliegiole fu realmente chiusa e lo sbocco dell’area fu spostato a ovest, sul prolungamento della neonata via Gonfiantini. Uno sbocco che comunque crea grossi problemi per il transito dei mezzi pesanti, perché l’ingresso risulterebbe tropo stretto. Non solo: ai vigili del fuoco una sola uscita non basta, per problemi di sicurezza: quindi chi vorrà far risorgere l’ex Martinelli dovrà prolungare la strada facendola girare tutt’attorno all’attuale area industriale.
Non solo: se i capannoni venissero abbattuti, la ricostruzione non potrebbe non tener conto delle fasce di rispetto ferroviarie, con il risultato che si potrebbe costruire solo al centro dell’area, uno spazio assolutamente insufficiente per un’attività produttiva.
Di qui la richiesta della Immobiliare Laser, concretizzatasi in una osservazione al regolamento urbanistico: modificare la classificazione da solo “artigianale-industriale” (in termini tecnici, TP2) a “insediamenti produttivi misti” (TP3), che consentono di realizzare anche uffici e attività commerciali fino a 800 metri quadri.
Bocciata all’esame dello scorso anno, la richiesta è stata invece accolta dagli uffici e dalla giunta Bertinelli. E anche l’esame in commissione urbanistica non ha sollevato particolari problemi. Resta da attendere, ora, solo il consiglio comunale.
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