Il Tirreno

Pistoia

Sindacati all’attacco «Farcom calpesta i contratti di lavoro»

Sindacati all’attacco «Farcom calpesta i contratti di lavoro»

«Buoni pasto anche ai dipendenti in ferie? Falso, in realtà ce ne davano solo 20 al mese, meno dei giorni lavorati»

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PISTOIA. Dopo i lavoratori delle farmacie comunali anche i sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl sparano contro Simona Laing, presidente e amministratore delegato della Farcom, l’azienda pubblica che gestisce le farmacie comunali di Pistoia, Agliana, Quarrata e Larciano. Oggetto della polemica, l’applicazione di nuove regole, non condivise tra azienda e sindacati ma imposte dalla prima, su questioni come la distribuzione dei buoni mensa e la retribuzione delle ore di assemblea sindacale; questioni su cui Il Tirreno di giovedì ha pubblicato una lettera di protesta di dipendenti della Farcom inviata anche ai sindaci.

«Alla Farcom – sostengono i sindacati in un intervento congiunto – i dipendenti usufruivano ormai da circa dieci anni di 20 buoni pasto al mese del valore di 6,90 euro. Partendo dal fatto che i giorni lavorativi in un mese sono 26, l'azienda ha scelto in passato questa modalità di erogazione dei buoni. Scelta non contrattata con le organizzazioni sindacali ma unilaterale». Secondo i sindacati con questo sistema «venivano erogati meno buoni pasto rispetto ai giorni lavorati».

A dicembre la Farcom ha scelto di rimettere in discussione l’erogazione dei buoni pasto, ma il tentativo di definire insieme un "regolamento per l'attribuzione dei buoni" è fallito per la decisione «grave e unilaterale» – dicono i sindacati – della Farcom «e cioè l'applicazione di un "Regolamento" al posto del contratto nazionale di lavoro a partire dal 1 gennaio 2013».

Filcams e Fisascat ricordano a questo punto che «il contratto nazionale delle farmacie speciali è scaduto ormai da due anni e la trattativa ha subito diversi stalli, fino al punto che Assofarm, l'associazione che rappresenta le farmacie pubbliche, ha prodotto il famoso "Regolamento" unilaterale sostitutivo e nettamente peggiorativo del contratto nazionale, dando indicazioni alle aziende per la sua applicazione, seppure ancora in trattativa e con il contratto ancora vigente. Più della metà delle aziende aderenti ad Assofarm non hanno applicato il Regolamento, Farcom sì, scegliendo di fatto di non riconoscere più il valore della contrattazione e di regole condivise, disapplicando nei fatti anche tutta la contrattazione aziendale».

I due sindacati affermano poi che «è falso che le ore di assemblea sindacale sono retribuite come straordinario, sono retribuite e basta... Per accordi aziendali (oggi non più esistenti) si è concordato che per non causare disagi ai clienti le assemblee si sarebbero tenute fuori dall'orario di lavoro, retribuite come recupero orario». D’ora in poi, si dice, non sarà più così, per cui assemblee sindacali dovranno svolgersi anche in orario di servizio e qualche farmacia potrebbe trovarsi chiusa per assemblea sindacale.

«Molti – conclude la nota di Filcams e Fisascat – sono i problemi interni relativi all'organizzazione del lavoro, ma per noi la stampa non è il luogo della discussione, e riteniamo grave che si attacchino i lavoratori definendoli privilegiati, dipingendoli come "ladri di stipendio"».

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