Il dolore
Sci, un milione e mezzo per gli impianti
Salta l’ipotesi della società pubblico-privata per salvare le società di gestione ma la Regione stanzia i soldi per l’emergenza
ABETONE. La spending review boccia la costituzione di un consorzio pubblico-privato, ma la Regione riconferma il suo impegno per salvare gli impianti di risalita montani. È il succo dell’incontro che ieri mattina si è svolto a Firenze al fine di concordare le azioni da intraprendere a breve e brevissimo termine per evitare il collasso del sistema neve toscano. E per la Montagna pistoiese arriverà presto un milione e mezzo di euro per salvare due skilift, ad Abetone e alla Doganaccia.
All’incontro – coordinato dal presidente di Uncem Oreste Giurlani, dal capo di gabinetto della Regione Ledo Gori e dal presidente di Anef Toscana Andrea Formento – hanno preso parte i sindaci e gli impiantisti delle 4 aree sciistiche delle Toscana. Per la Montagna pistoiese c’erano il sindaco di Abetone ed impiantista Giampiero Danti, il sindaco di Cutigliano Carluccio Ceccarelli e la società Doganaccia 2000. Tante le novità emerse dal summit. Tutte però confermano come non sia più possibile prescindere da un intervento pubblico a supporto delle società di gestione degli impianti.
Bilancio di stagione. Una stagione sciistica iniziata con molte speranze e finita con altrettanti sospiri sta giungendo al termine nei comprensori bianchi della Toscana.
«Siamo partiti da una verifica dell’esito di questa stagione – spiega Oreste Giurlani – È stato un inverno lungo, con molta neve, ma costellato da tanti periodi di maltempo, con ripetute emergenze, e dunque non sufficiente per recuperare le perdite derivanti dalle difficoltà degli anni passati. Ci sono due impianti nodali da rinnovare entro la prossima stagione fredda, molte società hanno grosse difficoltà finanziarie per pagare i mutui in scadenza e rischiano di fallire. Da qui la necessità di un intervento quanto più immediato da parte della Regione per risolvere sia i problemi a brevissima scadenza che le difficoltà strutturali del settore».
Provvedimenti tampone. Prima questione sono appunto le difficoltà stringenti da risolvere entro pochi mesi per non compromettere seriamente la possibilità di riapertura della totalità degli impianti nel prossimo inverno.
«Abbiamo fatto presente alla Regione la necessità di alcuni provvedimenti tampone – spiega Andrea Formento – Ci sono situazioni che potenzialmente, se non risolte in tempi stretti, entro la prossima stagione invernale, rischiano di far rivivere le stesse difficoltà della scorsa estate, quando alcuni impianti rimasero fermi per la bella stagione. Chiusure che, peggio ancora, potrebbero protrarsi anche per l’inverno, con tutto l’effetto nefasto a cascata che ne conseguirebbe in termini di immagine e di indotto».
Tali questioni imminenti riguardano il rinnovo di due skilift – Gomito (Abetone) e Faggio di Maria (Doganaccia) – la cui vita tecnica ha i giorni contati ed il rischio default di molte società. La Regione si è impegnata a garantire un intervento diretto con proprie risorse (circa un milione e mezzo di euro) per risolvere l’emergenza. Una iniezione di denaro pubblico potrà restituire una boccata d’ossigeno alle società di gestione degli impianti. Quanto alla vita tecnica delle due sciovie, si era pensato anche ad un intervento di Anef presso il governo di Roma per far eliminare la disparità legislativa sulla durata della vita tecnica degli impianti con le regioni a statuto speciale. Ma l’attuale mancanza di un interlocutore politico certo rende necessario il rinnovo fisico (rifacimento) in tempi stretti.
Problemi strutturali. Detto ciò, restano i problemi strutturali di un settore che, per riprendere la metafora utilizzata dal sindaco Ceccarelli, «è gravemente ammalato di tumore e dunque non si può curare solo con l’aspirina dei provvedimenti tampone».
L’ipotesi della costituzione di un consorzio pubblico–privato al 50% regionale (con conferimento di 15 milioni di euro da parte della Regione) per rilevare la proprietà degli impianti è stata bocciata dalle recenti disposizioni di spending review .
«Ci siamo dati 2 mesi per individuare, con appositi gruppi di lavoro, soluzioni adeguate – prosegue Giurlani – si potrebbe pensare per esempio di far passare le risorse regionali attraverso la nascente Unione dei Comuni, creando dei consorzi di livello locale. Il tutto col supporto di un piano industriale a garanzia del buon fine di tali investimenti pubblici”».
«Vorrei ringraziare la Regione per l’apertura dimostrata – prosegue Formento – Come Anef abbiamo fornito una documentazione completa delle leggi regionali adottate negli ultimi 15 anni e rispettivi pareri dell’unione Europea. Siamo fiduciosi che la lettura approfondita aiuterà ad individuare le soluzioni per risolvere in via definitiva le problematiche strutturali di questo settore».
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