Il Tirreno

Pistoia

Meno restrizioni per le aree vivaistiche

Soddisfatta la Cia dopo il vertice in commissione urbanistica, resta la questione delle zone di Chiesina e Santomato

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PISTOIA. Gli agricoltori della Cia di Pistoia esprimono soddisfazione per l'esito dell'incontro con la Commissione urbanistica del Comune di Pistoia. Fatto salvo per le questioni legate alle zone di Chiesina Montalese e Santomato, hanno accolto positivamente le rassicurazioni su alcune zone originariamente escluse dalle cosiddette "zone vocate" allo svolgimento dell'attività vivaistica: in particolare è stato confermato che l'orientamento dell'amministrazione di comprendere tra le stesse zone vocate al vivaismo, tutta l'area del Nespolo, le cosiddette "stepping stones" (aree della cartografia che a macchia di leopardo individuavano originariamente aree ecologiche all'interno delle stesse aree vocate), l'area limitrofa alla zona di Vinacciano e Case Soldi.

«Permangono principalmente un paio di punti in sospeso – aggiunge però la Confederazione italiana agricoltori di Pistoia – Il più importante è quello legato alle zone a nord-est, ovvero di Chiesina Montalese, Santomoro e zone limitrofe. Il Comune ha confermato che l'esclusione di questa zona deriva da prescrizioni precise del Piano territoriale di coordinamento provinciale, che attribuirebbe a quell'area una valenza paesaggistica. Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito come la stessa Provincia abbia invece riferito attraverso contatti informali presi da rappresentanti della nostra organizzazione, che tale previsione non sarebbe vincolante».

I rappresentanti della Cia presenti all'incontro hanno ribadito come urga comprendere al più presto dove stiano le competenze esatte sulla questione per uscire da questo equivoco: «Un chiarimento è quanto mai necessario visto che la questione è veramente delicata per le imprese di quel territorio ed è giusto che ogni ente si assuma le proprie responsabilità».

L'altra questione, di minor impatto ma comunque importante, riguarda l'area limitrofa a Case Soldi, verso Vinacciano. Inizialmente il limite delle aree vocate era stato individuato al torrente Stella, adesso l'orientamento è di spingersi più avanti, fino alla strada comunale.

«Essendo quella un' area dove il Ptcp non prevede limitazioni, auspichiamo che di fatto si possa estendere questo limite, in quanto in quella zona è già presente da molto tempo l'attività viviastica e la coltivazione in vaso, oltre il limite della strada. Il sindaco ha comunque ribadito che c'è questa disponibilità».

Ultimo aspetto che la Cia ritiene di fondamentale importanza è quanto previsto dalla legge regionale sul vivaismo, il cui regolamento di attuazione è in approvazione proprio in questo periodo.

Questa prevederà l'individuazione da parte di Province e Comuni delle aree vocate al vivaismo laddove ci siano attività presenti da almeno 10 anni ed estensioni di almeno 80 ettari accorpati.

«Tutto questo dovrebbe definitivamente risolvere queste problematiche. Ci teniamo comunque a sottolineare che l'amministrazione comunale ha dato importanti segnali d'apertura nei confronti delle nostre istanze, ed anche laddove permangono le problematiche appena esposte, sarà possibile una seppur minima percentuale di ampliamento dell'attività, pari al 5% e che noi abbiamo chiesto di portare almeno fino al 30%».

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