Il Tirreno

Pistoia

Argini, nuovi danni per mezzo milione su Ombrone e Stella

di Beatrice Faragli
Argini, nuovi danni per mezzo milione su Ombrone e Stella

L’emergenza di metà marzo ha causato ulteriori cedimenti ma mancano i finanziamenti per gli interventi di ripristino

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QUARRATA. Danni per mezzo milione di euro sugli argini di Stella e Ombrone dopo le piene del 18 marzo scorso. Gli interventi di ripristino però, sono destinati a finire nella lunga lista delle “cose da fare” per la mancanza di finanziamenti. E la situazione, intanto, si aggrava sempre più. Il commissario del Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini, avverte: «Le casse d’espansione risolvono i problemi solo in presenza di arginature sane, e questo non è il caso della Piana».

L’ultima stima dei danni - ancora approssimativa e quindi destinata ad aumentare, forse persino a raddoppiare - è di 500mila euro. L’hanno fatta i tecnici del Consorzio e della Provincia di Pistoia subito dopo l’emergenza di metà marzo, quando a Quarrata tracimò il Quadrelli e andò in tilt il reticolo dei fossi minori. A questo recente conto, vanno sommati gli oltre 2 milioni di euro di arginature da ripristinare registrate dopo le piene di fine 2012, lungo lo Stella. Vecchi scasci, a cui, adesso, se ne aggiungono di nuovi.

A valle della confluenza con l’Impialla, l’arginatura è franata per un’estensione di circa 50 metri, «con asportazione della banchina interna» si legge nel rapporto redatto dai tecnici in seguito ai sopralluoghi del 23 marzo. Per risanare tutto, ci vorrebbero 150mila euro.

Altro cedimento, dopo l’emergenza di una ventina di giorni fa, è stato riscontrato in zona via Firenze, all’altezza del ponte. L’arginatura qui, andrebbe «ricostruita con terra idonea». Il costo è ancora da valutare.

Scarpata trascinata già dall’acqua anche alla Catena, per un’estensione di circa 70 metri. L’intervento (rimozione del materiale caduto, ripristino del corpo arginale e rivestimento della scarpata) ammonta a 150mila euro. Sempre a Catena, è stato individuato anche un secondo cedimento: da ripristinare con 200mila euro.

E poi ci sono altri problemi su cui intervenire lungo l’Ombrone.

Per adesso però ogni messa in sicurezza è soltanto un’opera provvisoria, come i tanti teli in pvc sistemati dal Consorzio in diversi tratti di argine a Quarrata e nei comuni vicini.

«Mancano i finanziamenti – spiega il commissario del Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini – Tutte le volte che piove, l’acqua sale ed esercita una forte pressione sulle arginature. Quando scende porta giù la terra. Stavolta s’è rotta la Brana, l’altra volta l’Ombrone. Se avessimo arginature sane, le casse d’espansione, sarebbero una garanzia. Purtroppo così non è».

Senza contare, fa notare Bargellini, che di tutti gli invasi previsti nel ’99 lungo l’Ombrone ad oggi ne sono stati realizzati solo una piccolissima parte, mentre ampie porzioni di territorio sono state impermeabilizzate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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