Attenzione
Viktor, inizia il viaggio della speranza
Una casa e il lavoro per il padre grazie ad un benefattore. Il bimbo, affetto da neurofibromatosi, sarà seguito da Veronesi
di Tiziana Gori
PISTOIA. I cartoni imballati sono addossati alle pareti. Le sedie, i tavoli e gli abatjour, pronti per essere portati via. Le stanze al sesto piano dell’appartamento di via Fattori sembrano più grandi ora che sono quasi sgombre, ma anche se lo sfratto esecutivo è stato posticipato al 16 aprile Viktor e i suoi genitori lasceranno la casa ben prima.
Stamani partono per Milano. Un noto personaggio del mondo dello spettacolo darà loro un tetto sopra la testa, e un lavoro al padre del bambino: farà il custode in una fabbrica. Ma soprattutto Viktor Medaglia, già visitato dall’oncologo Umberto Veronesi, sarà sottoposto a nuove visite. «Se sarà possibile curarlo in Lombardia resteremo in Italia, altrimenti andremo in America». Dove Viktor è già stato due volte. Al Childrens Harvard Hospital di Boston stanno sperimentando cure mirate per il suo problema.
VIDEO Il padre Antonio tra angoscia e speranza
Viktor Medaglia ha 9 anni. È affetto dalla nascita da neurofibromatosi, una malattia degenerativa rara che provoca tumori in tutte le parti del corpo. Viktor ne ha nove in testa e tre sulla schiena, che gli rendono impossibile camminare a lungo. Del suo caso Il Tirreno si occupa sin dal 2009, quando Antonio Medaglia e la moglie Ludmila Zekuciova si rivolsero alla stampa per chiedere aiuto. Dalla sottoscrizione nata in favore del bambino sono stati raccolti sinora 23mila euro, versati sul conto corrente intestato alla mamma di Viktor, e già spesi per le visite e le terapie sin qui seguite. «Anche noi - racconta Antonio Medaglia - avevamo 30mila euro da parte, e li abbiamo spesi tutti». Per i due viaggi in America, le risonanze e le visite alle Scotte, l’ospedale di Siena, e a Calambrone. Sono stati fatti insomma dei piccoli passi, ma i costi per le terapie a cui Viktor - se ritenuto idoneo - dovrà sottoporsi - sono altissimi (la cifra richiesta dall’ospedale di Boston si aggira sui 300mila euro), e la famiglia non ha più niente. Da quando Antonio, 52 anni, muratore di professione, ha perso il lavoro per seguire il figlio, la famiglia Medaglia vive con i 480 euro della pensione di invalidità percepita dal bambino e altri 250 euro elargiti dal Comune di Pistoia per l’acquisto di alcune medicine non mutuabili.
A novembre la famiglia Medaglia era stata informata dall’amministratore di condominio dello sfratto in arrivo. I fondi raccolti non erano sufficienti, e la malattia del bambino si sta rivelando molto aggressiva. Poi la svolta, complice la partecipazione a “La vita in diretta” (che aveva scoperto la storia di Viktor dal nostro giornale), la trasmissione di attualità condotta da Mara Venier. Il noto personaggio del mondo della musica era in ascolto, la moglie ha chiamato in trasmissione dando la loro disponibilità ad offrire una casa a Milano, un lavoro ad Antonio, e l’impegno a far visitare il bambino dai più bravi specialisti. Il viaggio comincia.
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