Sicurezza
Corsi fantasma, processo al sindaco di Sambuca
In tre (compreso l’ex segretario Cisl) a giudizio per indebita percezione di soldi Nel mirino 110.000 euro di contributi destinati a due cooperative sociali
PISTOIA. Né associazione per delinquere né truffa aggravata: si è conclusa con un rinvio a giudizio con l’imputazione di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato l'udienza preliminare per i "corsi fantasma", che, per la vicenda delle due cooperative sociali che avevano ricevuto contributi regionali e comunitari per più di 110.000 euro, vedeva inizialmente accusate di truffa sette persone, tra cui il sindaco di Sambuca, Marcello Melani.
Ieri mattina, il giudice dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio con l’accusa prevista dall’articolo 316 ter del codice penale l'ex segretario provinciale della Cisl, Giampaolo Giuntini, responsabile legale e amministratore pro-tempore delle due cooperative sociali in questione; Antonio Mallozzi, socio e amministratore di fatto della cooperativa Gp; e lo stesso Marcello Melani, che era membro del consiglio di amministrazione della Gp. I tre dovranno comparire davanti al tribunale collegiale il 9 luglio prossimo.
Nelle scorse udienze, il gup Buzzegoli aveva prosciolto il dirigente e la funzionaria della Provincia, adesso in pensione, Mauro Gori e Marzia Vannucchi, per poi restituire gli atti al pm per quanto riguarda gli altri cinque imputati: secondo il gup l'eventuale reato configurabile non era quello di truffa aggravata, come ritenuto dalla procura, bensì quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Così il pm ha riconfigurare il proprio capo d'imputazione e con quello si è presentato alla nuova udienza.
Ma non per tutti e cinque gli imputati. Due di loro infatti (Marco Lucchetti e Silvestro Perfetto) avevano chiesto di essere giudicati per rito abbreviato e perciò il codice prevede che debba essere espletata nuovamente tutta la procedura, a partire dall'avviso di chiusura delle indagini.
Secondo la procura i corsi di formazione organizzati dalle due coop per dare a disabili, ex tossicodipendenti ed ex alcolisti la possibilità di trovare uno sbocco nel mondo del lavoro, si erano risolti nel nulla. I corsi in questione risalgono al 2008, ma la denuncia da cui ha preso il via l'indagine è del 2010. Una trentina i corsisti coinvolti, tra cui tre disabili. Otto di loro avrebbero dovuto poi trovare un'occupazione in aziende pistoiesi produttrici di ceramica. Le indagini hanno però accertato che uno dei corsi non è stato mai effettuato, mentre per l'altro erano state utilizzate strumentazioni obsolete e del tutto insufficienti: non c'erano neppure i forni per la cottura della ceramica. (m.d.)
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