Sicurezza
Abetone non ci sta al Comune unico E lo dirà a Firenze
Il sindaco Danti contrario ad un ente solo per la Montagna Lo farà presente nella riunione dell’11 aprile in Regione
ABETONE. Fusione sì o no? Giovedì 11 aprile i quattro sindaci della montagna pistoiese sono convocati in conferenza dalla 1° commissione della Regione per esprimere la loro opinione sull’ipotesi di costituzione di un Comune unico. Gli enti interessati sono ( meglio sarebbero) Abetone, Cutigliano, San Marcello e Piteglio.
La proposta di fusione redatta dal comitato presieduto da Roberto Orlandini e presentata tramite il consigliere Gambetta Vianna, era piaciuta alla commissione.
L’audizione di giovedì chiarirà in via definitiva le posizioni dei sindaci di cui riportiamo un’anteprima.
«Dirò ciò che ho sempre sostenuto - afferma il sindaco Giampiero Danti – Abetone non ha intenzione di avviare questo percorso.
« Il Comune unico non è voluto da gran parte della popolazione di Abetone, un comune troppo diverso dagli altri. Quante affinità esistono mai con San Marcello? Se potessimo unirci con Fiumalbo la cosa avrebbe più senso: due comuni affini per economia, entrambi situati ai piedi della montagna e basati sul turismo bianco. Fiumalbo si trova a soli 4 km di distanza, con la frazione di Faidello divisa a metà. Possiamo anche provare il referendum, ma dubito che la popolazione non solo di Abetone ma anche di altri comuni sia favorevole alla fusione fra i comuni toscani». C’è chi la pensa in maniera diametralmente opposta.
«La montagna pistoiese sta vivendo la situazione forse più critica della sua storia – sentenzia il sindaco di Cutigliano Carluccio Ceccarelli – non vedo perché non tentare una soluzione che dia un maggior peso al nostro territorio, con una rappresentanza politica, di quale colore non importa, capace di far valere la sua voce nelle sedi decisionali di Pistoia, Firenze e Roma. La montagna ha già perso tanti treni, da quello fisico (Porrettana), ai posti di lavoro, alle Poste, al palaghiaccio e abbiamo rischiato con l’ospedale. Tuttora la mentalità d’altri tempi di certe amministrazioni oppone talmente tante divisioni che non riusciamo a redigere nemmeno un programma delle manifestazioni estive unificato per i 4 Comuni. Ma la popolazione, specie i giovani, ha già maturato una visione comprensoriale e sono fiducioso sull’esito favorevole alla fusone di un eventuale referendum, a mio avviso da tenere entro l’anno. Il percorso partecipativo è in fase avanzata, il comune unico è già argomento di discussione nei bar. Il 21 aprile 4 realtà della Toscana andranno al referendum, per la cui richiesta la Regione ha abbreviato i tempi da 180 a 60 giorni».
Silvia Cormio, sindaco di San Marcello, non la pensa allo stesso modo.
«Come dalle linee programmatiche –spiega – questa amministrazione è favorevole ad arrivare al comune unico con un processo graduale che passi attraverso l’unione dei comuni. Occorre coinvolgere la popolazione in un processo partecipativo serio, fruendo degli appositi finanziamenti regionali, attivando uno studio approfondito ed una comunicazione capillare. Non basta qualche notizia qua e là perché la gente possa affrontare davvero con le idee chiare una scelta decisiva per il futuro della montagna».
Seppur non ci sia stata fornita una risposta diretta, si può ipotizzare una opinione sfavorevole di Cormio sul referendum entro l’anno. Mantiene prudenza il sindaco di Piteglio Claudio Gaggini.
«Finché il percorso non sarà ben chiaro - spiega -non mi farò tirare per la giacchetta perché non mi piace esprimere giudizi affrettati che possono spostare il parere comune da una o dall’altra parte. Non sono contrario a questa ipotesi procedurale.
« Credo però di essere stato finora l’unico sindaco ad aver dato la possibilità al comitato per il comune unico di tenere 9 assemblee pubbliche in un solo comune, proprio per dare la possibilità alla popolazione di ogni frazione di capire e formarsi una propria opinione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
