Il Tirreno

Pistoia

Entro aprile il Tfr andrà alle lavoratrici “Flowers”

di Tiziana Gori
Entro aprile il Tfr andrà alle lavoratrici “Flowers”

Dopo mesi di ritardi e duro scontro, la Cgil ha avuto rassicurazioni dall’Inps sul pagamento alle dipendenti pistoiesi del fallito gruppo tessile di Montemurlo

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PISTOIA. Pagamenti entro un mese. È la promessa dell’Inps alle lavoratrici pistoiesi della Flowers, il gruppo tessile di Montemurlo fallito due anni fa. Duro lo scontro tra Cgil e l’Istituto nazionale della previdenza sociale di viale Adua. A differenza dell’Inps pratese, infatti, quello pistoiese si è opposto alla scelta delle lavoratrici di insinuarsi come creditori privilegiati nel passivo fallimentare, e a causa di intoppi burocratici pare che le richieste di pagamento del Tfr (inoltrate a ottobre) non fossero pervenute fino a marzo.

«Ho parlato la scorsa settimana con una funzionaria dell’Inps pistoiese e - spiega Enzo Fattori, della Cgil - mi ha assicurato che il Tfr sarà pagato entro un mese. Le proteste a mezzo stampa hanno avuto un riscontro quindi, anche se continuano a dire che le lavoratrici non dovevano insinuarsi nel passivo fallimentare. Faccio presente che sono gli unici in Italia a pensarla così».

Ma cos’era successo? Il tribunale di Prato ha dichiarato falliti il Gruppo tessile Flowers srl, il Tgf quality control e il Textile service srl, tutte aziende di proprietà dell’imprenditore campano Benedetto d’Innocenzo, che davano lavoro nel settore del rammendo e del controllo qualità ad un centinaio di dipendenti nell’area metropolitana.

Le lavoratrici dovevano riscuotere alcuni stipendi e il Tfr: «Per non aspettare i tempi della vendita giudiziaria - spiega Fattori - abbiamo deciso di ricorrere al Tfr garantito dall’Inps attraverso il Fondo tesoreria. Come previsto dalla riforma della previdenza complementare, infatti, nelle aziende con più di 50 dipendenti il Tfr deve essere versato direttamente nel Fondo tesoreria Inps».

I soldi c’erano insomma, erano già stati versati dalle lavoratrici, che nei rispettivi comuni di residenza hanno preparato, ad ottobre 2011, la richiesta di pagamento (per cifre variabili dai 200mila ai 4mila euro).

«Dopo diversi mesi di silenzio - prosegue Fattori - ho contattato l’Inps pistoiese. La domanda non risultava pervenuta. C’era stato quindi un grosso difetto di comunicazione tra gli istituti delle due città. Abbiamo inoltrato nuovamente richiesta di pagamento, ma nel frattempo ci hanno detto che non potevano evaderla perché avevamo surrogato l’Inps nel suo ruolo di creditore nel passivo fallimentare».

Dal canto suo l’Inps replica che «la quota di Tfr a carico del Fondo di garanzia è già stata posta in pagamento, senza nessuna disparità di trattamento tra le lavoratrici pratesi e quelle pistoiesi. Entrambe le sedi stanno verificando la sussistenza dei requisiti di legge per la parte di Tfr a carico del Fondo di tesoreria, per la quale il sindacato ha erroneamente richiesto l’insinuazione al passivo fallimentare. Effettuati i dovuti accertamenti le sedi provvederanno ad evadere le pratiche».

Un “errore”, commenta il sindacato, che, nel caso, potrebbero imputare solo il giudice o il curatore fallimentare, non l’Inps.

«In ogni caso - fa sapere Fattori - dall’Inps di Pistoia mi hanno comunicato che il Tfr sarà pagato entro un mese per le sette dipendenti Flowers che si sono rivolte alla Cgil e per le altre che si sono affidate ad altri sindacati. In tutto una quindicina di persone per le quali, di questi tempi, 4mila euro fanno la differenza».

Vicenda conclusa? Forse. L’attesa ha provocato non poco risentimento tra le lavoratrici.

«Chiaramente - afferma Enzo Fattori - ora non pensiamo ad un sit in davanti l’Inps, ma stiamo valutando di rivolgerci al legale del sindacato per i ritardi nel pagamento del Tfr, che doveva essere liquidato entro un mese dalla richiesta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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