Il dolore
Ospedale, Danti difende l’operato dei sindaci
«Accuse inaccettabili da parte di chi è buono solo a offendere nell’anonimato» Volantini, l’associazione Colò: «Protesta comprensibile, ma non sono nostri»
ABETONE. Offese gratuite e ingiuste verso chi ama la montagna. Al sindaco di Abetone Giampiero Danti proprio non sono andate giù le critiche nei confronti degli amministratori mosse dal volantino anonimo affisso qualche giorno fa in tutti i paesi della montagna per gridare “Vergogna” contro lo smantellamento dell’ospedale Pacini. «Non accetto di essere offeso in questo modo – tuona Danti – specie da gente che preferisce celarsi dietro a manifestini anonimi. A questi cari signori rispondo che è facile stare sull’albero a cantare, criticando l’operato degli altri. Ma io sono un amministratore serio che non ha mai fatto giochetti sotto banco, a differenza di ciò che si vorrebbe insinuare. Un amministratore che, perdonatemi la presunzione, ha dato tanto per questa montagna e si è adoperato per la difesa dell’ospedale di San Marcello. Ho lavorato e tuttora, all’età di 68 anni, lavoro e mi adopero giorno e notte per questa montagna, dal comune, ai battipista, dalla mia azienda alle trattative con la Asl. Ho creato centinaia di posti di lavoro e sono sceso in piazza assieme ai montanini come me per difendere l’ospedale, perché anch’io sono un cittadino che vuole bene alla sua montagna: ci ho sempre vissuto, ci voglio rimanere e qui voglio essere seppellito. Fin dall’inizio – prosegue Danti - mi sono battuto per un pronto soccorso che sia tale, cioè dotato di tutti i servizi necessari almeno a stabilizzare il paziente. Se poi la Asl metterà in pratica o meno queste richieste è un altro discorso, ma non accetto simili accuse nei miei confronti. Se qualcuno vuol parlarmi, preferisco che venga di persona per un confronto a quattr’occhi». Insomma, c’è risentimento per questa iniziativa che resta opera di mano ignota. Viene spontaneo chiedersi cosa pensa al riguardo la Zeno Colò, l’associazione al momento più tenace nella battaglia per l’ospedale. «La Zeno Colò ha sempre operato alla luce del sole – spiega il presidente Emiliano Bracali – su ciò che fa mette il nome ed in questo caso non ha autorizzato nessuno ad affiggere i volantini. Non vorrei che succedesse di essere tirati in ballo per iniziative prese da altri. Se poi terze persone decidono spontaneamente di attuare forme di protesta non vedo perché proibirlo. Anzi, è anche comprensibile: l’ospedale è solo la punta dell’iceberg di un impoverimento generale che sta vivendo il nostro territorio. La gente è stufa. I modi di protesta possono essere più o meno condivisibili, non sta a me giudicarlo, ma trovo comunque positive le azioni che, nei limiti della legalità, sono mirate a far cambiare mentalità a molti amministratori e a tenere viva la protesta in difesa dei servizi sulla montagna».
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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