Il Tirreno

Pistoia

Fragai: «Inceneritore, il Pdl fa propaganda»

«Se non sarà rispettato il Piano dei rifiuti, la Provincia per prima si opporrà all’ampliamento»

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MONTALE. «La Provincia di Pistoia sarà la prima a chiedere il rispetto di tutte le condizioni fissate dal Piano interprovinciale dei Rifiuti».

L’assessore provinciale all’ambiente Rino Fragai liquida e bolla la proposta del Pdl montalese (alla guida del Comune dove si trova l’inceneritore) e provinciale (sulla questione ha preso posizione anche il consigliere Patrizio La Pietra) come «propaganda».

Comune e partito temono di perdere il controllo dell’impianto e di non poterlo chiudere entro il 2020. «Non vogliamo pagare le divisioni della sinistra. Siamo pronti anche a lanciare un referendum», ha detto il sindaco David Scatragli durante la conferenza stampa convocata gioved’.

Replica Fragai: «Per quanto riguarda gli aspetti gestionali, relativi all’impianto, ai rapporti con Ato Toscana centro e con l’eventuale futuro gestore unico del servizio si tratta di un tema che non rientra nelle competenze della Provincia e per il quale i Comuni valuteranno in autonomia le possibili soluzioni.

Mi preme invece chiarire alcuni aspetti relativi al Piano interprovinciale rifiuti, che rischiano altrimenti di essere male interpretati o strumentalizzati, generando falsi allarmismi». Fragai ricorda che ci sono delle «condizioni fondamentali» sulle quali, all’interno del Piano, la Provincia ha espresso la disponibilità del territorio pistoiese a farsi carico delle proprie responsabilità nello smaltimento dei rifiuti, «in un quadro organico ed equilibrato fra tutti i territori dell’ Ato Toscana centro».

«Il Piano - ricorda - prevede una modulazione impiantistica corrispondente alle risultanze di una attenta opera di monitoraggio e di controllo da parte dell’Osservatorio interprovinciale sulla produzione dei rifiuti, quale presupposto imprescindibile per la conferma delle previsioni di Piano. In sostanza, il potenziamento dell’impianto di Montale può avvenire solo in presenza di una quantificazione di rifiuti tale da giustificarne la necessità. In presenza di questi presupposti, l’ eventuale conferma non può prescindere dall’esito delle indagini epidemiologiche condotte dalle autorità sanitarie competenti, le cui conclusioni sono attese a dicembre 2014. Fino a tale data non sarà possibile procedere con scelte definitive».

La realizzazione dell’impianto di Case Passerini, sottolinea Fragai «è e rimane un presupposto imprescindibile per l’ampliamento dell’impianto di Montale. Pertanto, qualora si decidesse di non procedere alla costruzione del primo, sarebbe necessario mettere in discussione il Piano nella sua interezza».

La questione sollevata dal Comune di Montale e dal Pdl, conclude Fragai, «appare pretestuosa e non fondata. Qualora non dovessero verificarsi tutti i presupposti elencati, anche indipendentemente dagli esiti di un eventuale referendum, infatti, la Provincia di Pistoia sarà la prima ad esprimere la più ferma e netta contrarietà all’ampliamento dell’impianto».

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