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Pistoia

All’Abetone piovono anche le disdette

All’Abetone piovono anche le disdette

Nonostante i 4 metri di neve il maltempo scoraggia i turisti. «Peccato il finale, la stagione era stata eccezionale»

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ABETONE. Avrebbe potuto far registrare il tutto esaurito questa Pasqua 2013 nelle stazioni turistiche della montagna pistoiese dove le condizioni di innevamento sulle piste sono ancora perfette. A rompere le uova nel paniere agli operatori turistici è arrivato però un marzo pazzerello che ha portato quasi un mese ininterrotto di tempo pessimo su tutti i rilievi pistoiesi. Poco male per la neve che, ben battuta dagli operatori, persiste ancora abbondante sulle piste da sci di Abetone e Doganaccia. «Ad Abetone ci sono quasi 4 metri di neve – spiega Rolando Galli, presidente di Saf Abetone – certo, il tempo troppo sfavorevole di marzo ha annullato buona parte delle provviste messe in cascina nei mesi di gennaio e febbraio. Già da oggi però è atteso un nuovo abbassamento delle temperature ed il mese di aprile si prospetta ancora freddo e ben innevato, condizioni ideali perché tutti possano sciare bene, dai superesperti ai principianti». La speranza non riesce però a cancellare l’amaro in bocca per una pessima conclusione di stagione che appena un mese fa si immaginava col botto. Una pioggia di disdette invece si è riversata su molte strutture ricettive. «Il meteo ha scoraggiato – spiegano dall’hotel Regina di Abetone – da una settimana sono arrivate diverse disdette o casi persone che hanno rimandato il loro soggiorno o lo hanno limitato al solo weekend. Tutto sommato, però, possiamo dirci abbastanza soddisfatti. La stagione è andata molto meglio dello scorso anno, la neve c’è stata e specie a febbraio abbiamo lavorato bene. Lo scorso anno per Pasqua diversi impianti erano già chiusi». «Una situazione drammatica – commenta il sindaco di Abetone Giampiero Danti – abbiamo sperato fino a febbraio di sbarcare il lunario e ripagare almeno le spese, invece dal 1° marzo il tempo è stato pessimo, mai un bel giorno di sole, e anche questo si chiuderà come un inverno peggiorativo». Il tempo influisce molto sulle scelte di chi si dirige verso la montagna, ma non è l’unico fattore. «Il problema della nostra montagna – spiega il presidente dl consorzio Apm e albergatore Giuliano Tonarelli – non è il meteo, che nessuno ha mai comandato, ma l’incapacità degli operatori di diversificare l’offerta turistica e creare valide alternative alla neve capaci di intrattenere il turista in caso di brutto tempo. Da metà marzo, sapendo che la Pasqua sarà piovosa, le richieste di prenotazione sono crollate». Impianti tutti aperti anche a Doganaccia. «Da gennaio abbiamo contato solo 12 giornate di sole – spiegano i titolari di Doganaccia 2000 – staremo aperti fino al 7 aprile. Non ci possiamo lamentare, ma fa rabbia avere ancora 2 metri di neve e dover fare i conti con un tempo così avverso».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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