Il Tirreno

Pistoia

Quaranta letti in più nel nuovo ospedale

di Tiziana Gori
Quaranta letti in più nel nuovo ospedale

Dotazione insufficiente secondo i sindacati, che attaccano l’Asl anche sulla futura terapia intensiva: «Troppo pochi sei posti»

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PISTOIA. Negli incontri della scorsa settimana con la dirigenza, sindacati medici, dirigenti medici e infermieri hanno sollevato una serie di perplessità sull’organico a disposizione del nuovo ospedale (ritenuti insufficiente) e su aspetti funzionali che il direttore generale Roberto Abati, il direttore amministrativo Luca Cei e il direttore sanitario Lucia Turco non avrebbero definito, ma che secondo i sindacati dei medici «hanno riflessi pesanti sulle responsabilità».

Sale operatorie. Ce ne sono 6 al Ceppo, saranno 13 (12 più la sala operatoria dedicata all’area parto, per eventuali urgenze). In ogni sala operatoria servono sette persone tra dottori, infermieri, anestesisti e ferristi. Come verranno fatte funzionare queste sale in un contesto di blocco del turn over? (quest’anno saranno sostituiti uno su tre dei medici che andranno in pensione e uno su cinque degli infermieri). «L’ospedale - spiega Abati - è stato progettato nel 2003 (un piano di project financing che vedrà inaugurare entro la fine del 2014 quattro strutture a Pistoia, Prato, Lucca e Massa Carrara, ndr), e i nuovi ospedali hanno tutti una dotazione di 13 sale operatorie. Non dobbiamo averle tutte a pieno regime subito, ma è nostra intenzione cercare di riportare a Pistoia parte di quel 30% di pazienti che scelgono altre Asl. Chiaro - evidenzia Abati - che s’impone un piano di ridisegno del personale. Sarà probabilmente necessario un incremento del personale infermieristico, mentre per quanto riguarda i medici vedremo se procedere con nuove assunzioni o riorganizzare il personale esistente».

Magari trasferendo il personale della chirurgia di Pescia, viene fatto notare. «Non ci sono ipotesi di chiusura della chirurgia di Pescia. Dobbiamo ripensare l’area territoriale prevedendo la messa in rete dei vari presìdi. Alcune attività - conferma Abati - dovranno essere accentrate. Non è detto sia Pistoia o Pescia. Razionalizzare è necessario. Deve essere fatto ad “invarianza” del cittadino, non dell’operatore».

Abati ipotizza anche una richiesta di aiuto ad équipe esterne, chiamate da altre Asl. Ipotesi smentita in serata dai sindacati medici: «Non è prevista la mobilità di medici tra Asl».

Posti letto. Pochi, secondo i sindacati, per le esigenze del territorio. Soprattutto perché i presìdi territoriali intermedi (Case della salute in testa) sono ancora in gran parte sulla carta. Ma specifica il direttore sanitario Lucia Turco: «Avremo 40 posti letto in più rispetto al Ceppo. E un’efficienza che, nessuno potrà negarlo, sarà maggiore rispetto all’attuale. Adesso il tasso di occupazione dei posti letto arriva al 70%, prevediamo di portarlo all’85%, con 20mila giornate di degenza annue in più)».

Aspetti funzionali dell’intensità di cure. Il San Jacopo funzionerà per intensità di cure. Spariranno i vecchi reparti (le Unità operative), con le degenze suddivise per livelli di assistenza: rianimazione e sub intensiva (primo livello), degenza di area medica e chirurgica (secondo livello) e bassa intensità (terzo livello, per i pazienti meno gravi). «I medici - spiega Turco - seguiranno i propri pazienti nei vari livelli, nel momento in cui si rendesse necessario un loro spostamento. Gli infermieri saranno invece assegnati ai livelli, su più specialità».

Area di alta intensità di cure. Altro motivo di conflitto tra sindacati e parte dei dirigenti medici con la dirigenza. In terapia intensiva (rianimazione) ci saranno 12 posti letto, di cui 6 utilizzati (un infermiere ogni 2 posti letto). Nella sub-intensiva, che avrà 20 letti, un infermiere ogni 4 pazienti. I sindacati sono sul piede di guerra. Affermano che i posti in terapia intensiva sono assolutamente insufficienti. Il direttore sanitario ospedaliero Roberto Biagini replica che «sono calcolati in base al fabbisogno, sulla base delle casistiche esistenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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