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«La cultura, ragazzi, paga». Altro che secchiona: Arianna batte tutti

«La cultura, ragazzi, paga». Altro che secchiona: Arianna batte tutti

È una montalese, studentessa del liceo classico, la vincitrice del premio internazione di traduzione dal latino “Certamen Lucretianum”

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MONTALE - Non ha ancora capito quale facoltà scegliere per il percorso universitario che vuole affrontare dopo la maturità di giugno, ma sa benissimo come tradurre gli autori latini. Dopo aver rappresentato, nel 2011 a Palazzo Vecchio, la Toscana nella tappa finale del concorso a squadre delle Olimpiadi della lingua italiana, Arianna Meacci ha vinto il 25 marzo a Napoli la 13ª edizione della gara internazionale di traduzione dal latino “Certamen Lucretianum”. Battendo, nella traduzione di un brano tratto dal “De rerum natura” di Tito Lucrezio Caro, gli studenti del liceo napoletano che porta il nome del grande autore classico.

«La cultura, ragazzi, paga!», scrive Arianna sul profilo Facebook, ringraziando gli amici che le fanno i complimenti e scherzano sulla sua “secchionaggine”: «Non sei di questo pianeta», le dice un compagno di classe del liceo classico Forteguerri.

In realtà Arianna, che vive a Montale con il babbo Massimo, medico, e la mamma Elisabetta, è una tipica ragazza dei nostri tempi. Positiva, volitiva, in gamba. Un po’ confusa su quello che sarà il suo futuro, perché non vuole fare la scelta sbagliata e gli ambiti di interesse non sono pochi: «Altri miei compagni sanno già cosa vogliono, io sto ancora valutando. Soprattutto vorrei evitare di cambiare idea in corsa, voglio essere certa di scegliere la strada giusta per me. Credo che comunque deciderò tra Lettere classiche, Fisica e Astronomia».

L’idea è quella di prendere la laurea triennale in Italia e la magistrale all’estero. «Non per disprezzo nei confronti dell’Italia e della sua istruzione - precisa - Solo per curiosità, voglia di fare esperienze fuori dal Paese».

La sua percezione della scuola italiana, invece, è chiara: «Ho passato due estati all’estero, in America e a Cambridge, la scorsa estate. In Italia lo studio è più approfondito, ma il “contorno” fragile: le scuole fatiscenti, il precariato che avvolge l’universo degli insegnanti. C’è poca attenzione, da parte delle istituzioni, al valore dell’istruzione».

Un valore che lei percepisce come assoluto: «Mi piace studiare, tutto, ma non sono una secchiona. Al “Certanem” ho vinto mille euro che mi sono serviti per...pagare l’assicurazione dell’auto».

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