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Pistoia

Ritorna l’orgoglio di saper lavorare

Ritorna l’orgoglio di saper lavorare

Al termine della cerimonia, un lavoratore al microfono dà voce ai suoi colleghi: noi, fieri di essere della Breda

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PISTOIA. «Il vento è cambiato. Ora è tornato l’orgoglio di dire alle nostre famiglie che qui facciamo treni».

Si avvicina per ultimo al microfono, Alessandro Cefalù. Ha addosso la giacca blu dei dipendenti di via Ciliegiole, parla per conto di un gruppo di lavoratori della fabbrica. Ma l’applauso che saluta le sue parole dice chiaro che in realtà è tutto lo stabilimento a pensarla così. Almeno tutti coloro che ieri mattina si sono ritrovati nel grande piazzale davanti al capannone da cui è uscito il primo esemplare del nuovo supertreno made in Pistoia.

Ieri, insomma, è stato anche il giorno dell’orgoglio Breda. Di lavoratori che sono tornati fieri del lavoro che fanno, perché ne conoscono la qualità e l’importanza, non soltanto per la città ma per tutto il paese.

Era quell’orgoglio che i dipendenti della Breda ostentavano negli anni Novanta, e che li portò persino a bloccare l’autostrada e poi la ferrovia Firenze Roma per riaffermare il diritto della loro azienda ad esistere e a non finire stritolata negli ingranaggi della liquidazione Efim.

Era quell’orgoglio che poi, negli anni dopo la fusione con Ansaldo, era venuto progressivamente a spengersi, travolto in ultimo dal disastroso andamento delle commesse (in Danimarca, ma non solo), dei bilanci in rosso e delle prospettive sempre più concrete di vendita.

Ieri invece l’impressione comune, davanti al nuovo Etr 1000, era che si fosse finalmente voltato pagina.

Cefalù ha ricordato che in città spesso si parla dei dipendenti Breda come di gente poco disposta a impegnarsi e sempre pronta soprattutto a lamentarsi. Il rosario di problemi nelle commesse, bilanci in rosso, polemiche su possibili vendite all’estero dell’azienda non ha fatto altro che alimentare giudizi poco lusinghieri. «Ora però – ha sottolineato – possiamo tornare orgogliosi di dire che lavoriamo ad AnsaldoBreda».

E negli occhi degli operai e degli impiegati che ieri mattina si sono assiepati, sotto gli ombrelli, per assistere alla prima uscita dell’Etr 1000, c’era lo stesso identico orgoglio. Poi succede che qualcuno ti avvicina e ti spiega che i problemi in fabbrica sono ancora tanti, che i ritardi e gli errori nelle forniture continuano ad esserci, che l’organizzazione non è efficiente come dovrebbe.

Ma oggi, almeno oggi, si pensa solo al nuovo treno che ora splende durante una sosta della pioggia.

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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