Sicurezza
«Questo è il treno più bello del mondo»
La soddisfazione dell’ad di AnsaldoBreda Manfellotto: nel maggio 2011 dicemmo che sarebbe nato entro primavera. Grazie a tutti, ci siamo riusciti
PISTOIA. «È o no il più bel treno del mondo? Ora lo vedete, che quando lo dicevamo non era uno slogan». Dal palco col microfono allestito nel grande piazzale interno di via Ciliegiole, l’amministratore delegato Maurizio Manfellotto ha appena seguito l’uscita dal capannone del nuovo Etr 1000 Frecciarossa, il primo esemplare del supertreno ad alta velocità realizzato per le Ferrovie dello Stato. Dice di essere emozionato, Manfellotto. E in effetti fa davvero impressione a tutti vedere uscire il muso affusolato dell’Etr 1000 dai fumogeni predisposti all’imboccatura del capannone e avanzare lento in mezzo alla folla di giornalisti, autorità, dipendenti AnsaldoBreda, con in sottofondo la musica dei Coldplay, sotto la pioggerella fine che ha un po’ sciupato questa giornata di festa.
Ad aspettare la prima uscita dell’Etr 1000 ci sono centinaia di lavoratori AnsaldoBreda. Con loro, insieme a Manfellotto, c’è il presidente Alberto Rosania e tutti i dirigenti del gruppo. Per l’occasione sono venuti a Pistoia anche Alessandro Pansa, numero uno di Finmeccanica, la holding proprietaria del gruppo, e l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti.
«Il 4 maggio dello scorso anno – riprende Manfellotto – l’ingegner Moretti (l’ad di Ferrovie, che è lì a pochi passi) visitò lo stabilimento e parlò con noi. Gli promettemmo che in primavera il primo Etr 1000 sarebbe stato pronto. Abbiamo mantenuto la promessa. Un anno e mezzo fa eravamo un’azienda con il morale sotto i piedi, ora le cose sono completamente cambiate. Tutti hanno fatto la loro parte: la nostra azienda, Bombardier (che realizza il treno in joint venture), i fornitori, il sindacato. Tutti si sono assunti le loro responsabilità. E io vorrei stringere la mano a tutti. E ora avanti, ne abbiamo ancora 49 da fare».
Ordinato in 50 esemplari (valore della commessa 1,5 miliardi di euro), l’Etr 1000 potrà viaggiare a 360 kmh sulla rete ferroviaria italiana ed è l’unico in grado di operare anche a livello europeo. Un treno all’avanguardia, insomma, proprio come Moretti aveva chiesto nell’agosto 2010. «Ho girato tante ferrovie nel mondo – dice ora soddisfatto – ma così bello non ne ho visto nessuno. È un prodotto tanto bello quanto innovativo. Diventerà un biglietto da visita per il paese ed è il treno simbolo della svolta anche per le Fs, che da azienda in crisi ora producono utili e valore.»
C’è anche il tempo per ringraziare la famiglia Mennea, che ha autorizzato le Fs a battezzare il nuovo treno col nome del campione da poco scomparso, «grande simbolo di tenacia e dedizione».
La parola passa poi ad Alessandro Pansa, amministratore delegato di Finmeccanica, l’uomo che ha in mano le sorti del gruppo. Il suo predecessore, Giuseppe Orsi, aveva portato avanti trattative con i giapponesi di Hitachi per la vendita, provocando la rivolta dei lavoratori e della città. Le trattative non sono mai state interrotte, ma ora Pansa dovrà dire la sua. E le parole dell’ad di Finmeccanica sono senz’altro gradite a chi lavora in via Ciliegiole. «Questo – dice – è un giorno di festa per AnsaldoBreda, dove non ce ne erano da anni. Anche il mio umore da stamani è cambiato in meglio.Le imprese, le capacità e le competenze non si inventano.Quanto avete fatto è fondamentale per proseguire in un cammino difficile ma che compiremo insieme, con attenzione, dedizione e grande impegno».
Sul piccolo palco, che sembra ancora più minuscolo accanto alla fiancata dell’Etr 1000, salgono quindi Roberto Tazioli, amministratore delegato di Bombardier Italia, che invita tutti a metà maggio per vedere il primo treno completo nello stabilimento di Vado Ligure, e Lilly Bertone, presidente dell’omonima azienda che ha curato il design del nuovo treno. L’ultimo intervento spetta ad un lavoratore, Alessandro Cefalù (vedi articolo a fianco). Poi l’ultimo applauso e alla fine la folla di autorità, dirigenti e semplici lavoratori si disperde sotto i tetti dello stabilimento.
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