Il Tirreno

Pistoia

Testimone accusa: nuova imputazione per Evangelisti

Processo sugli appalti, il pm contesta all’ex dirigente un altro episodio di corruzione per i lavori all’asilo “Il Grillo”

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PISTOIA. Nuova accusa per l’ex dirigente dell'ufficio lavori pubblici del Comune di Pistoia Marcello Evangelisti. Dopo la testimonianza resa da un imprenditore nel corso di una delle passate udienze, il pubblico ministero ha chiesto di aggiornare il capo d’imputazione del processo per giudizio immediato in corso nei confronti di Evangelisti ed altri 15 indagati dell’inchiesta “Untouchables” sugli appalti pilotati.

Adesso, l’ex funzionario comunale, difeso dall’avvocato Giuseppe Castelli, dovrà rispondere di corruzione e turbata libertà degli incanti anche per i lavori di ristrutturazione dell’asilo nido “Il Grillo”, affidati con procedura negoziata nell’agosto 2008 alla Flori & C. snc. Si tratta di un appalto già presente tra quelli inseriti dalla procura nell’inchiesta ma che non rientrava nel processo in corso: qui, come prescrive il codice di proedura penale, compaiono solo quelli per i quali il gip aveva a suo tempo emesso le ordinanze cautelari ancora in atto al momento della richiesta del pm di procedere con il giudizio immediato.

È stato l'imprenditore Francesco Flori, 48 anni, primo testimone dell'accusa chiamato a deporre, il 18 dicembre scorso, in tribunale nel processo "Untouchables" a parlare delle tangenti che aveva dovuto versare a Evangelisti per ottenere i lavori di ristrutturazione dell’asilo. Flori, citato dal pm Francesco Sottosanti in veste di testimone indagato in procedimento connesso, aveva confermato quanto aveva già dichiarato nel settembre precedente durante l'interrogatorio reso al pubblico ministero, ammettendo di aver pagato per ottenere degli appalti pubblici l'ex responsabile dell'ufficio lavori pubblici del Comune.

«Eravamo nel 2008 - ha spiegato Flori ai giudici - Andai nell'ufficio dell'Evangelisti per sapere se c'erano gare importanti. Mi disse che c'era la ristrutturazione del Grillo. Gli chiesi se mi invitava alla gara e se c'era la possibilità di avere quel lavoro. Mi disse di sì, ma facendomi capire che avrei dovuto pagare una provvigione a lui. Io risposi che andava bene. Mi disse quale ribasso fare e io lo presentai. Ciò avvenne nell'ufficio di Evangelisti in Comune».

«Quando la gara fu vinta, - ha continuato l'imprenditore - tornai da lui e mi disse che la sua parte era il 3% sugli stati di avanzamento dei lavori: dovevo pagare in occasione della riscossione degli stati di avanzamento lavori. In questo caso, su un lavoro da 700.000 euro, complessivamente 21.000 euro, in tre, quattro, cinque volte, non ricordo. Sempre in contanti, per scelta mia. Glieli mettevo nella tasca della giacca, in ufficio o nel tragitto dall'ufficio al bar. L'ultimo pagamento mi sembra lo feci nel 2010, quando finirono i lavori».

Massimo Donati

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