Il Tirreno

Pistoia

i rappresentanti degli studenti

«È pericoloso fare lezione in alcune aule dell’istituto»

«È pericoloso fare lezione in alcune aule dell’istituto»

PISTOIA. Al Forteguerri-Vannucci alloggiare in un bell’edificio antico ha un suo prezzo, per esempio trovarsi annualmente crostoni di intonaco sul banco, le scale inagibili, o un contributo...

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PISTOIA. Al Forteguerri-Vannucci alloggiare in un bell’edificio antico ha un suo prezzo, per esempio trovarsi annualmente crostoni di intonaco sul banco, le scale inagibili, o un contributo scolastico volontario travestito da tassa obbligatoria per far fronte alle spese. Due le voci che in questi anni si sono fatte sentire: quella degli studenti preoccupati, inascoltata o quasi, e quella dell’edificio stesso, che periodicamente lancia segnali cedendo in vari punti.

I rappresentanti d’istituto, Damiano Nesi, Pier Giovanni Curcio e Marta Brunetti raccontano alcuni retroscena. «Ogni famiglia - spiegano - se in grado, può pagare una somma di 85 euro alla scuola, ma quest’anno sembrava quasi che il contributo fosse obbligatorio. Le famiglie non in grado di pagarlo avrebbero dovuto esibire un modulo Isee davanti alla preside. La questione, fortunatamente, si è conclusa con un dietrofront della dirigenza».

«Inizialmente, - spiega Damiano Nesi - proprio perché la scuola ha bisogno di soldi, era stato richiesto di giustificare il mancato versamento del contributo. Dopo le proteste abbiamo raggiunto un compromesso: ai genitori in difficoltà economica basterà parlare con la preside».

«Riguardo a crepe e infiltrazioni invece - continua Nesi –la soluzione non arriva. L’anno scorso l’ex preside Ivo Torrigiani fece ristrutturare il tetto. Sono stati spesi circa 120mila euro, ma senza risultati. Anche la mia classe ha dovuto trasferirsi. Per due mesi abbiamo usato il laboratorio di biologia o un’aula vuota a pian terreno. Chiediamo controlli da parte della Provincia e un’azione tempestiva».

Intanto, approfittando del periodo delle gite, alcune classi hanno traslocato in aule momentaneamente vuote. L’equilibrio trovato è però precario: gli studenti rientreranno e confidare nel bel tempo è un progetto decisamente poco lungimirante. «Noi rappresentanti –aggiunge Pier Giovanni Curcio - abbiamo scritto una lettera alla preside per avvisarla di quanto fosse pericoloso far lezione in quelle aule. Già è capitato che pezzi di intonaco si staccassero dal soffitto, e ci piacerebbe evitare che accadesse di nuovo. L’altro giorno abbiamo visto i bidelli che asciugavano il pavimento ai piedi della rampa di scale che proprio ieri è stata chiusa: pioveva dalla copertura in vetro che sovrasta la tromba delle scale».

«Ne abbiamo discusso - conclude Marta Brunetti - in precedenti assemblee d’istituto e credo che sarà all’ordine del giorno anche nella prossima. Useremo la palestra o il cortile proprio per coinvolgere più studenti possibile».

Bernardo Carradori

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