Gioco
Vincoli paesistici fermano l’espansione di vivai e vasetteria
L’allarme arriva dalla Cia che chiede un incontro urgente sia con il sindaco Bertinelli e la commissione urbanistica
PISTOIA. A rischio l’espansione delle aziende vivaistiche in alcune azone esterne alla città. L’allarme arriva dalla Cia, la confederazione dell’agricoltura, all'indomani dell'incontro tenutosi ad inizio settimana nell'ambito del Distretto Vivaistico Ornamentale nella giornata di Lunedì scorso. La Cia: «manifesta la propria preoccupazione per quelle che saranno le disposizioni che usciranno dall'approvazione di questo strumento fondamentale per la programmazione dell'attività trainante per l'economia della nostra Provincia».
Ma ecco il punto dolente.
«In particolare nella previsione che era stata fatta durante la presentazione del piano (così come acquisita dalla precedente amministrazione) erano previsti dei veri e propri “tagli” rispetto alla cartografia. In pratica si individuavano come zone a “valenza paesaggistica” o comunque con altre classificazioni non propriamente aderenti alle aree vocate allo svolgimento dell'attività, alcune porzioni del territorio comunale dove di fatto le imprese vivaistiche sono già particolarmente presenti e attive da anni».
Insomma certe previsioni urbanistiche potevano bloccare la possibilità per le aziende di allargarsi, naturalmente in caso di bisogno.
«Le situazioni più importanti – spiega la confederazione – erano presenti nelle località di Chiesina Montalese, Santomoro, Case Soldi, Nespolo ed altre località per lo più limitrofe a queste. Dopo l'incontro avvenuto nel distretto, la confederazione ha avuto comunque accenni per cui tali previsioni potrebbero essere in parte mantenute e in alcuni casi sarebbero dettate da indicazioni precise presenti nel cosiddetto PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).
« In realtà dopo aver parlato con tecnici dell'amministrazione provinciale, sembra che tale strumento di pianificazioni dia effettivamente delle indicazioni in alcuni di questi casi ma che queste di fatto non sarebbero assolutamente vincolanti per l'esclusione di queste aree dalle zone vocate allo svolgimento dell'attività».
«Invece rassicurazioni importanti sarebbero venute – in effetti le voci sono tante (ndr) – da parte dell'Amministrazione rispetto al riassorbimento delle cosiddette “stepping stones” o “macchie di leopardo”. Trattasi di alcuni particellari che in un primo tempo erano stati individuati con funzione di “aree cuscinetto” all'interno di ampie porzioni di aree vocate allo svolgimento dell'attività vivaistica. La Confederazione si augura che tutto questo volga verso una soluzione positiva per le aziende, che in caso di esclusione rispetto alle zone vocate, vedrebbero la loro possibilità di sviluppo particolarmente limitata.
«Con questo nessuno chiede di poter svolgere attività come la vasetteria (se non per i pochi casi attualmente esistenti) in aree collinari ma allo stesso tempo si ritiene – conclude la Cia – che porre dei limiti all'attività quando viene svolta nelle aree di pianura sarebbe molto negativo per la nostra economia, dove il vivaismo svolge il ruolo di comparto trainante».
La Cia – ecco la conclusione dcel comunicato – ha comunque chiesto un incontro sia al sindaco Bertinelli che alla Commissione Urbanistica di Pistoia per potersi confrontare su questi temi prima che vengano approvate dal consiglio le controdeduzioni alle osservazioni e che si proceda quindi all'approvazione definitiva del piano. «Tra l'altro tutto questo dovrebbe avvenire in tempi strettissimi in base a quanto detto dalla stessa amministrazione comunale».
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