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Per ristoranti e bar l’energia è aumentata del 20 per cento

Per ristoranti e bar l’energia è aumentata del 20 per cento

«A pagare i costi dell’energia per avere una produzione industriale più competitiva sono soprattutto bar e ristoranti che però, paradossalmente, non riescono a beneficiare di una concorrenza...

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«A pagare i costi dell’energia per avere una produzione industriale più competitiva sono soprattutto bar e ristoranti che però, paradossalmente, non riescono a beneficiare di una concorrenza favorevole rispetto ai pubblici esercizi dei paesi d’oltre confine».

È la conclusione a cui si può arrivare analizzando nel dettaglio il rapporto di Confcommercio-Ref diffuso al Forum di Cernobbio nella sessione dedicata al fabbisogno energetico. A creare questo squilibrio fra settori produttivi è l’impostazione generale della politica energica del nostro paese che fa ricadere i costi aggiuntivi (i cosiddetti oneri impropri o parafiscali), la tassazione e i costi per la distribuzione sulle utenze, rendendo paradossalmente più pesanti le bollette delle attività del commercio e del turismo, quindi dei pubblici esercizi. Gli oneri impropri o parafiscali – come si legge nel rapporto – sono costi connessi fondamentalmente alle tariffe speciali di alcune grandi imprese, al bonus speciale per le famiglie in difficoltà e all’uscita dal nucleare. Il disagio maggiore si è verificato oltretutto fra l’inizio del 2009 e la fine del 2012, in coincidenza con il crollo dei consumi. In questi tre anni i costi dell’energia di bar e ristoranti sono aumentati del 20% proprio per effetto della triplicazione (+186%) degli oneri improri. La conseguenza è che mentre il peso del costo della materia prima energica è sceso dal 48 al 36%, quello degli oneri impropri o parafiscali è salito dal 9 al 23%. A fronte di questo scenario appare inevitabile – a parere di Fipe, la federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – bilanciare nuovamente la bolletta energetica per garantire una situazione di reale competitività nel turismo dove a giocare un ruolo fondamentale sono proprio i pubblici esercizi.

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