Sicurezza
Al mercato incassi crollati fino al 70%
Coro di lamentele fra gli ambulanti: «Oltre al danno della crisi la beffa dell’aumento dei costi e delle tasse»
PISTOIA. «I vigili sono già passati tre volte a controllare i permessi. Ma non possono controllare su una lista, invece di passare continuamente da qui?» Si lamenta così la titolare di un banco di calzature in piazza dello Spirito Santo. Sabato mattina, giornata di mercato a Pistoia. E l'esasperazione è proprio quella di molti ambulanti del mercato settimanale: per i pochi incassi e le tante, troppe, spese. Infatti, se il commercio pistoiese di negozi e botteghe non se la passa molto bene, quello a cielo aperto del mercato sembra andare ancora peggio, tranne qualche fortunata eccezione. «Oltre alle spese ordinarie, se disgraziatamente ti capita di sgarrare ti fanno multe che sono il doppio, quasi al limite dello strozzinaggio» spiega Biago Chessari, del banco di calzature. «In più le spese sono tante: per la Ztl si spende 140euro a settimana e di suolo pubblico circa 900euro l'anno. Questi costi non sono adeguati a quanto riusciamo ad incassare: le vendite sono calate moltissimo, anche del 70-80%». «È andata male, peggio dello scorso anno. La gente non compra, o compra solo cose a bassissimo costo» spiega Fabrizio Ancillotti, che ha un banco di calzature. Le vendite calano, e i costi risultano troppo elevati secondo alcuni ambulanti. «Questo è diventato un lavoro per ricchi – inizia a raccontare Carlo, sotto i tendoni familiari del suo banco di pantaloni e jeans, in piazza Duomo – se hai soldi da spendere puoi anche farlo. Il problema è che i comuni e le istituzioni non ci vengono incontro sui costi, i permessi, il suolo pubblico, gli aumenti della spazzatura». Sono in molti a sottolineare, fra le spese, anche i «72euro che dovremmo pagare per fare il mercato straordinario della domenica: 72euro per un giorno che magari non guadagni neanche» spiega Biagio Chessari. Svoltando in piazza della Sala poi, si fa presto a notare come la maggior parte dei banchi della frutta e della verdura, rimangano pieni anche a fine mercato. «Ho speso tutto e non ho guadagnato neanche 100euro stamani – spiega Miro Pandeli, dietro al suo banco di frutta e verdura – il problema non sono solo le spese, ma agevolare la gente a venire al mercato, con gli autobus per esempio». Fra le mosche bianche del grigio scenario ci sono due banchi di prodotti artigianali di produzione propria, uno storico, l'altro molto giovane: «siamo qui da un anno, ma per adesso Pistoia è il mercato dove si vende di più» spiega Andrea Bati, che vende oggettistica a produzione artigianale. «Al banco non mi posso lamentare – spiega Emiliano Frati, di uno storico banco di frutta e verdura – sono 30 anni che abbiamo il banco e che siamo produttori: vendiamo solo roba di stagione e a km 0».
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