Il Tirreno

Pistoia

Scontro in Fondazione Caripit

di Fabio Calamati
Scontro in Fondazione Caripit

Consiglio diviso sui titoli “Fresh”, passa documento di Ivano Paci. Chiesta relazione a Prometeia

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PISTOIA. La Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia chiederà una relazione alla società di consulenza Prometeia, che nel 2008 diede l’indicazione di acquistare i titoli “Fresh”, le obbligazioni del Monte dei Paschi balzate alla ribalta nelle settimane scorse nell’ambito dell’inchiesta che sta scuotendo dalle fondamenta l’istituto bancario senese. Titoli la cui emissione servì (in parte) alla banca senese per procurarsi i fondi necessari all’acquisto della Banca Antonveneta, acquisto su cui si addensano molte ombre e considerato uno dei punti di svolta negativi della storia recente del Monte. Titoli che oggi, sul mercato, hanno perso i due terzi del loro valore.

La richiesta è contenuta nell’ordine del giorno presentato dal presidente Ivano Paci e approvato a maggioranza l’altro ieri sera dal consiglio della Fondazione, appositamente riunito nella sede di via de Rossi per discutere della questione. Ma la notizia non è solo questa, quanto il fatto che il documento di Paci ha ottenuto 13 voti sui 21 disponibili. Altri 8 consiglieri, tra i quali gli avvocati Cecilia Turco ed Ermanno Buiani, hanno invece scelto di sostenere un altro ordine del giorno, che non è passato. In questo secondo documento si chiedeva ugualmente a Prometeia una relazione sull’acquisto dei titoli Fresh; ma si aggiungeva l’indicazione per la Fondazione di tutelare i propri interessi qualora dalla vicenda Monte dei Paschi emergessero possibili profili di responsabilità. In altri termini, costituirsi in giudizio se e quando un processo dovesse scaturire dalle inchieste in corso.

Prima del voto, il dibattito all’interno del consiglio della Fondazione sarebbe stato particolarmente acceso. Il presidente Ivano Paci ha difeso le scelte compiute dalla Fondazione con l’acquisto dei bond “Fresh”, considerato che nel 2008 i titoli in questione potevano essere considerati un affare allettante: offrivano infatti un rendimento pari all’Euribor a 3 mesi maggiorato del 4,25%, con cedole che venivano pagate purché il Monte dei Paschi avesse avuto da distribuire degli utili. Non a caso negli anni successivi, fino al 2012, hanno avuto unrendimento del 28% circa, fruttando due milioni e mezzo per le casse della Fondazione. L’ente di via de Rossi ne comprò per 10 milioni di valore nominale (valore effettivo 8,3 milioni).

Rimane il fatto – come non hanno mancato di far osservare le voci critiche – che il valore capitale dell’investimento ad oggi è crollato, insieme alle quotazioni della banca senese. Non è certo un problema per una Fondazione che presenta un patrimonio di oltre 380 milioni di euro, ma rimane il fatto che nel prossimo bilancio dell’ente ci sarà una macchia con il sigillo del Monte dei Paschi.

Prometeia, dunque, sarà chiamata a dare spiegazioni. Del resto nel 2008 fu proprio la società di consulenza emiliana a proporre l’acquisto dei titoli “Fresh” non solo alla Fondazione pistoiese ma anche ad altri enti bancari. Ed oggi si trovano a dover fare i conti con i “Fresh” diverse altre fondazioni in giro per l’Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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