Sicurezza
Conservatori in soccorso del S. Caterina
Il presidente: «Possibile la fusione con un istituto di dimensioni compatibili al nostro»
MARCELLO. Resta ancora immutata la situazione del conservatorio e annessa chiesa di Santa Caterina nel centro storico di San Marcello, tuttora transennati a seguito dei crolli dello scorso anno che ne determinarono l’inagibilità. Se la condizione esternamente appare di stallo, qualcosa sembra si stia muovendo dietro le quinte dove il consiglio di amministrazione non ha mai smesso di lavorare per cercare di sbloccare al più presto i lavori di ripristino. «La situazione purtroppo non è facile – informa il presidente Sauro Romagnani – purtroppo il conservatorio non possiede le risorse necessarie agli interventi di messa in sicurezza dell’edificio. Il consiglio comunque si sta riunendo periodicamente e sta lavorando per cercare al più presto una soluzione».
Come già anticipato a dicembre in conferenza stampa «abbiamo preso contatti con la Fondazione dei conservatori toscani – prosegue Romagnani – l’ultimo soggetto cui tutti i conservatori come il Santa Caterina possono rivolgersi in caso di difficoltà». La priorità in effetti sarà quella di reperire le risorse necessarie a mettere in sicurezza l’edificio (anche per questioni di decoro urbano).
«Appena dieci giorni fa – prosegue Romagnani – abbiamo avuto il sopralluogo di un architetto designato dalla fondazione. Il tecnico ha visonato la situazione dell’edificio, ha acquisito la documentazione e con tali supporti potrà procedere ad una valutazione della portata, anche economica, dell’intervento di messa in sicurezza. La perizia dovrebbe arrivare in questi giorni, dopodiché il consiglio si riunirà di nuovo per decidere il da farsi. Purtroppo le condizioni del conservatorio sono note: non ci sono soldi per procedere in modo autonomo, mentre sia il Comune che la Asl hanno chiuso le trattative in essere per l’acquisto».
Quanto al futuro del conservatorio, il consiglio non esclude alcuna possibilità.
«La fusione del conservatorio di Santa Caterina con un altro di dimensioni compatibili, per intervento della fondazione suprema – spiega Romagnani – potrebbe essere una soluzione nel caso in cui la situazione divenga ingestibile. Finora abbiamo registrato diverse manifestazioni di interesse per l’acquisto, ma nessuna è andata in porto. Il consiglio resta aperto alle trattative con qualsiasi soggetto sia interessato all’acquisto». (e.v.)
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