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Pistoia

Festa per la rinascita del chiostro di San Lorenzo

Festa per la rinascita del chiostro di San Lorenzo

PISTOIA. Aperto alla città l’antico chiostro di San Lorenzo in occasione del primo giorno di primavera, per festeggiare la riqualificazione del giardino interno al complesso monumentale grazie ad un...

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PISTOIA. Aperto alla città l’antico chiostro di San Lorenzo in occasione del primo giorno di primavera, per festeggiare la riqualificazione del giardino interno al complesso monumentale grazie ad un progetto approvato dall’amministrazione comunale, su proposta dell’azienda vivaistica Piante Mati.

Il chiostro fu iniziato dall’Ordine degli Agostiniani nel 1278, nella Seconda guerra mondiale fu rifugio di sfollati e poi laboratorio artigiano di falegnameria, successivamente adibito a deposito e quindi rimasto chiuso alla città. Solo tra il 1989 ed il 2005 fu parzialmente restaurato dalla Soprintendenza.

Il progetto di recupero del giardino è stato diretto dall’architetto Arianna Bechini e promosso dalle associazioni culturali Pistoia città di tutti, Amici dei Musei e dei Monumenti di Pistoia, Storia e Pistoia, fa parte del piano di riqualificazione della città varato dalla giunta comunale e condiviso dalle associazioni del commercio sottoscrittrici di un protocollo d’intesa.

«Il recupero nasce in rapporto con quello del giardino dell’omonimo chiostro fiorentino – ha affermato il sindaco Samuele Bertinelli– rinnovato e mantenuto sempre da Mati Piante, in un ideale gemellaggio nell’ottica di una Toscana moderna ed unita».

Il primo cittadino ha ringraziato Miro Mati, l’assessorato al verde pubblico, Stefano Baroni dei Cantieri comunali, l’architetto del Comune Antonio Saracca, la funzionaria Olga Agostini a capo del neonato ufficio per la Città storica.

Già gli architetti Giuliano Feola e Cristina Cerrato, assieme all’architetto Pappagallo della Sovrintendenza, avevano effettuato uno studio completo sul complesso monumentale.

Il giardino presenta un impianto vegetale a raggiera, con azalee in vaso ottenute per riproduzione da quelle antiche recuperate a Firenze, che tra pochi mesi fioriranno. La stessa miscela di semi che costituirà il manto erboso deriva dalle specie erbacee presenti nel chiostro fiorentino. Le siepi in bosso sono state invece realizzate con la varietà endemica originaria dell’Appennino pistoiese.

Hanno accompagnato la giornata di festa la Fondazione Luigi Tronci e l’associazione Opera Armonica con la musica di David Guerrieri e Luca Magni. (l.s.)

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