Sicurezza
Unione dei Comuni all’ inizio di aprile la prima assemblea
Nasce il nuovo ente che sostituisce la Comunità montana ma i sindaci sono perplessi e la vedono una tappa obbligata
MARCELLO. Unione dei Comuni: vicina alla partenza ma con tante perplessità. E vista come una tappa burocratica obbligatoria in via del Comune unico o di altre istituzioni, a seconda dei sindaci. È la situazione che si percepisce in merito al nuovo ente che inizierà la propria attività dal mese prossimo. Da ieri la documentazione è al vaglio della Regione, dopodiché i sindaci saranno chiamati a firmare l’atto costitutivo.
All’inizio di aprile si terrà la prima assemblea (in seduta pubblica) dell’Unione con insediamento del consiglio e della giunta e la nomina del presidente (scelto fra i sindaci a rotazione). Non dovrebbero esserci retrofront anche se dall’esterno si percepisce tuttora quanto l’Unione sia vissuta da gran parte degli amministratori come un passo obbligato piuttosto che una reale volontà.
«Un’istituzione obbligatoria per i nostri comuni – spiega il sindaco di Piteglio Claudio Gaggini – l’unico libero di scegliere è San Marcello che infatti per ora partecipa solo con 3 funzioni ed il Suap». «Un passo obbligato dalla legge – concorda il sindaco Giampiero Danti – se non vogliamo andare avanti a servizi associati». Abetone ha voluto però tutelarsi con alcune garanzie, fra cui il distaccamento per la Polizia municipale ed il mantenimento di destinazione dei finanziamenti già ottenuti dalla Regione per i lavori su 2 parcheggi.
«Abbiamo già iniziato la procedura di appalto – puntualizza Danti – dunque non dovranno passare attraverso l’Unione». Il nuovo ente partirà con le funzioni già associate dai cinque comuni - servizi sociali, polizia municipale e protezione civile – cui si aggiunge il Suap. Alle altre, da associare entro il 2014, San Marcello non pare intenzionato ad aderire: decisione che gli costerà una compartecipazione simbolica (10 euro per ogni funzione non associata) e forse l’impossibilità per Silvia Cormio di ricoprire la carica di presidente. La sede fisica dell’Unione sarà a cavallo fra il palazzo civico di San Marcello ed alcuni uffici preso in affitto lungo via Marconi, in attesa di concludere i lavori a Villa Vittoria (non prima di 3 anni). Un punto interrogativo resta sulle deleghe della Comunità montana, anche in vista della possibile soppressione delle Province nel 2014.
«L’unione è la scelta giusta – dice il sindaco Marcello Melani – è anche svincolata dal patto di stabilità. Se poi gli altri comuni approveranno la fusione, Sambuca resterà in Unione con San Cutiglione contando per il 50 per cento anziché il 20 per cento attuale». Proprio il tema comune unico continua a generare dubbi e spaccature. «Mi sembra che per adesso l’Unione sia un gran caos – confessa il sindaco Carluccio Ceccarelli – un tira e molla nell’organizzazione dei vari servizi. Problemi che sarebbero risolti con un unico comune». La proposta di fusione, intanto, è piaciuta alla Regione che il 26 marzo convocherà i sindaci per parlare di un possibile referendum. San Marcello per adesso tiene le distanze.
«Come stabilito nelle linee programmatiche – ribadisce il sindaco Cormio – la nostra amministrazione vede l’Unione dei Comuni come un passaggio graduale per arrivare al comune unico nei tempi necessari».
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