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Pistoia

Cassa di espansione, quarratini divisi tra speranza e diffidenza

QUARRATA. «Siamo in un mare d’acqua. Quarrata non può sopportare ancora questa situazione. Basta con le promesse, bisogna passare ai fatti. È l’ora di smetterla di parlare e di iniziare a agire....

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QUARRATA. «Siamo in un mare d’acqua. Quarrata non può sopportare ancora questa situazione. Basta con le promesse, bisogna passare ai fatti. È l’ora di smetterla di parlare e di iniziare a agire. Tutti insieme, e in primis la Regione Toscana, ci dobbiamo dare una mossa». A dire basta, stavolta, è il sindaco Marco Mazzanti, che martedì sera ha incontrato oltre cinquanta cittadini al circolo arci di Caserana, durante una serata sulla cassa d’espansione della Querciola organizzato dai Comitati civici del bacino dell’Ombrone in tempi non sospetti. Un incontro che è calzato a pennello, visto l’emergenza di lunedì scorso.

Imu. Davanti a Mazzanti, i tanti residenti delle frazioni a rischio alluvione, sono tornati a chiedere una riduzione dell’Imu. Ancora una volta però, così come già successo nei mesi passati, l’ipotesi è stata scartata dal Comune. Sembra addirittura che di fronte ai mancati trasferimenti statali previsti per il prossimo anno, l’imposta sia destinata a aumentare. «Creare delle microzone e svalutare la rendita catastale – spiegano i residenti delle zone a elevata pericolosità idraulica – non rappresenterebbe una disparità tra cittadini, perché di fatto le differenze tra le diverse aree di Quarrata già ci sono: alcune sono a rischio e altre no, quindi il valore delle case che sorgono nella seconda zona è più alto». Insomma, bagnati sì, ma almeno senza dover essere tartassati anche dalle imposte.

Cassa d’espansione della Querciola. «Forse non sarà la panacea a tutti i mali, ma almeno ci farà dormire sonni più tranquilli» ha detto Mazzanti in assemblea. I cittadini però non si accontentano delle rassicurazioni istituzionali. «Sono vent’anni che si parla della cassa in Querciola – ha detto Oreste Vannucci, Comitato di Caserana – e sono vent’anni che qualcuno ci marcia sopra a quest’opera. Alla classe politica non interessa niente di noi». «Sono stati fatti 17 progetti sulla cassa d’espansione, e ancora le ruspe non si sono mosse» ha aggiunto Daniele Manetti del Comitato di Olmi.

Consorzio Ombrone. «Per cambiare le cose, bisogna che si muova qualcuno molto più in alto di noi» ha detto martedì sera il commissario del Consorzio, Paolo Bargellini. «Mancano i soldi: non riusciamo più a fare prevenzione e nel frattempo la situazione si aggrava».(b.f.)

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