Il Tirreno

Pistoia

Blocco dei licenziamenti: proposta Kme

di Luca Cinotti
Blocco dei licenziamenti: proposta Kme

Ma in cambio l’azienda chiede a chi resterà un taglio degli stipendi, magari non versando il premio di produzione

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FORNACI DI BARGA. Blocco dei licenziamenti per tre anni, da sostituire con ammortizzatori sociali. E, in cambio, blocco dei premi di produzione. Un punto avanti, anche se ancora tutt’altro che soddisfacente per i sindacati, nella vertenza sulla crisi della Kme e dei suoi due stabilimenti toscani, quello di Fornaci e quello di Campotizzoro.

La proposta da parte della multinazionale metallurgica era nell’aria già da qualche giorno. Almeno da lunedì. quando le parti si erano riviste a Firenze e avevano deciso di riaggiornarsi al giorno successivo per continuare la trattativa. La riunione di martedì è andata avanti fino a dopo cena, con l’azienda che ha presentato la sua proposta e i sindacati (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, insieme alle Rsu aziendali) che hanno presentato le proprie osservazioni. Dopodiché riunione sciolta, con l’impegno di rivedersi fra qualche giorno ma senza ancora una data fissata. Entrambe le parti, infatti, si sono prese un po’ di tempo per valutare lo stato della situazione e le reciproche proposte.

Nel dettaglio, il piano che Kme ha proposto alle organizzazioni sindacali prevede il ritiro della procedura di mobilità iniziata nei primi giorni di febbraio. A livello di gruppo, in Italia, sono previsti 275 esuberi, dei quali 142 nello stabilimento barghigiano.

Una procedura che, se non interrotta, arriverebbe a completamento intorno al 20 di aprile. Giusto in concomitanza con il termine dei contratti di solidarietà che, in questi mesi, hanno consentito al forno Asarco di lavorare seppur a “scartamento ridotto”.

Il ritiro delle lettere avverrebbe in concomitanza con l’utilizzo di altri ammortizzatori sociali. Questo è uno dei punti sui quali i sindacati hanno chiesto maggiore chiarezza a garanzia dei lavoratori. Fra le ipotesi circolate, quella del ricorso alla cassa integrazione a zero ore: ma non è chiaro in quali termini, per quanto tempo e per quanti lavoratori.

Da parte dell’azienda sarebbe arrivata anche la volontà di portare a saturazione l’impianto di Fornaci: una richiesta reiterata a gran voce dai sindacati nelle scorse settimane e che darebbe ossigeno anche all’indotto. «La volontà in effetti c’è - spiega Massimo Braccini, segretario provinciale della Fiom - ma ancora non c’è niente di scritto».

Molto delicato è anche il punto del salario. Dato per scontato che non si può intervenire sul “tabellare”, il “congelamento” potrebbe riguardare i premi variabili per la produzione, che in un momento di crisi sono comunque bloccati e che verrebbero convogliati in un altro “contenitore”.

Si tratta, come spiegano fonti sindacali, di un «accordo di salvataggio per evitare licenziamenti nei prossimi tre anni». In attesa, magari, che la ripresa anche per l’industria pesante arrivi e possa dare una mano con un aumento degli ordinativi.

In attesa del prossimo incontro fra azienda e sindacato, sui forum internet che seguono la vicenda il dibattito ha cominciato a farsi infiammato. E più di uno degli operai della Kme nutre dubbi sulla bontà della proposta avanzata dall’azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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