Sicurezza
Si è placata l’ira di Furiano: «Ma rendetemi il mio forcone»
Il pensionato di Olmi di Quarrata è divenuto il simbolo della rabbia dei cittadini per gli allagamenti
QUARRATA. «Ho lavorato una vita per farmi questa casuccia qui. Me la son costruita due metri più alta di quelle degli Olmi. Ma alla fine, gira e rigira, l’acqua in casa ce l’ho sempre io». Ora che l’emergenza è passata, Furiano Palandri rivuole il suo forcone. Lo stesso che lunedì mattina, a poche ore dalla tracimazione del fosso Quadrelli, ha impugnato tra le mani per bucare la barriera gonfiabile installata da una parte all’altra della Statale, a difesa della zona intorno al semaforo di Olmi. Un buco, alla fine, è riuscito a farlo. Ma non è bastato a distruggere «quell’affare maledetto».
«Non volevo fare del male ai volontari» spiega Furiano, un nome che si è rivelato una garanzia. Per fermarlo ci sono voluti tre ragazzi della Misericordia di Quarrata e l’intervento dei carabinieri. Col suo forcone rivolto verso l’alto, quello del Palandri “furioso” è diventato il volto della rabbia cittadina. A difendere il suo gesto adesso, ci sono diversi vicini di casa del pensionato e molti paesani che chiedono al Comune «una soluzione equa» di fronte all’emergenza. «Devono smettere di mandarci l’acqua per salvare gli altri» spiega Furiano. «Chiedo che la barriera non sia più utilizzata. Siamo cittadini come quelli di là». Sotto accusa, e sotto il forcone del Palandri, è finito il gonfiabile utilizzato lunedì mattina dalla Protezione civile su via Statale. L’acqua, bloccata dal cordone rosso, ha inghiottito le case al confine tra Olmi e Barba. Tra queste, c’è anche quella di Furiano.
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