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Pistoia

«Lavori mal eseguiti a Sperone e noi abbiamo l’acqua in casa»

«Lavori mal eseguiti a Sperone e noi abbiamo l’acqua in casa»

PISTOIA. Sempre tutti a protestare per questo o quell’ente che non fa il proprio dovere in tema di manutenzione. Ma se anche ti proponi in prima persona di metter mano al suolo pubblico, con soldi...

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PISTOIA. Sempre tutti a protestare per questo o quell’ente che non fa il proprio dovere in tema di manutenzione. Ma se anche ti proponi in prima persona di metter mano al suolo pubblico, con soldi propri e non lo puoi fare, allora si che ti cadono le braccia. È un’altra, forse più piccola ma non meno significativa, faccia del lunedì da tregenda che ha colpito la Piana pistoiese mandando quasi tutti sott’acqua.

E così succede che a Canapale, per la precisione in via Fiorentina nei pressi del sottopasso dell’autostrada: ci sono alcuni cittadini che si ritrovano la casa allagata per i lavori non fatti a regola d’arte per la realizzazione della variante di Sperone, un qualcosa che prima non accadeva mai. Tutta colpa, così dicono da quelle parti, della chiusura di alcuni fossi. «Prima non si allagava quasi mai – dicono i residenti – poi, dopo la realizzazione della rotonda su via Fiorentina, è stato stravolto il sistema dei fossi esistente e non è stato ricostruito adeguatamente. Così, tutte le acque convogliano in un terreno incolto adiacente alla strada che, inevitabilmente, con tutta la pioggia caduta si riempie e allaga le abitazioni».

Fatto sta che lunedì pomeriggio, quando la pioggia ha cessato di cadere con estrema intensità, nei parcheggi dei residenti c’erano 40 centimetri di acqua ed almeno una decina nelle abitazioni. I guai, però, riguardano, anche il cosiddetto Gorello, che qualche centinaia di metri più a valle confluisce nel Brusigliano e che da anni non viene ripulito da rifiuti e piante, almeno nella prima parte più stretta. I soldi non ci sono, sia nelle casse del Comune che del Consorzio Ombrone, e così gli abitanti hanno deciso di darsi da fare.

«La scorsa estate – proseguono i residenti – abbiamo preso la situazione di petto cercando di trovare una soluzione. Così sono state raccolte le firme fra tutti e noi e portate in Comune: visto che nessuno si faceva vedere, i lavori eravamo disposti a farceli da soli e pagarceli di tasca nostra, anche se non ci spetterebbe».

E, qui, arriva il guaio. Perché gli enti preposti analizzano la richiesta e danno il loro consenso. Con un piccolo particolare: qualsiasi cosa accada in termini di danni negli anni a venire, il responsabile dei lavori diventa colui che ha presentato la domanda. A quel punto, per evitare inutili dissidi, è stato deciso di abbandonare la strada decidendo così di rischiare contro la pioggia ed il tempo inclemente. Come, puntualmente, è successo lunedì pomeriggio solo per la burocrazia che rallenta anche un piccolo lavoro come la ripulitura di un fosso. Una goccia nel mare, ma il problema è lo stesso: senza prevenzione, ci saranno sempre più allagamenti nella Piana.

Saverio Melegari

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