Il Tirreno

Pistoia

«I soldi ci sono, non si possono spendere»

«I soldi ci sono, non si possono spendere»

L’assessore provinciale Mari lamenta la paradossale situazione generata col patto di stabilità

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Dovrebbe essere riparato già entro oggi il tratto di argine della Brana la cui rottura ha mandato sott’acqua intere frazioni di Agliana e Quarrata. I tecnici della Provincia, insieme a quelli del Consorzio Ombrone e del Genio civile, ieri hanno effettuato sopralluoghi sui punti più critici, della Piana come della Valdinievole, per valutare i danni e verificare i possibili impegni di spesa. L’assessore provinciale Mauro Mari non esclude la possibilità di richiedere la valutazione di evento eccezionale e quindi la calamità naturale. «Ho letto che qualche amministratore ha parlato di pochi millimetri di pioggia, ma non sa quel che dice perché i 170 millimetri caduti sul bacino dell’Ombrone, a cui si aggiunge un po’ di neve che si è fusa alle alte quote, sono il massimo di pioggia che il nostro sistema possa sopportare. L’argine si riparerà con la somma urgenza e con una cifra sopportabile. Ma il vero scandalo è un altro: sono preoccupato per lo stato dei nostri argini perché avrebbero bisogno di molti interventi. Ma sono anche molto preoccupato per il fatto che non possiamo spendere i soldi che abbiamo. L'anno scorso avevo programmato una serie di interventi per 7-800 mila euro e non ne è partito neanche uno per il patto di stabilità. Possiamo spendere subito solo per la somma urgenza. Insomma, siamo all'assurdo per cui se succede un disastro posso pagare, se devo investire per prevenire che il disastro succeda, non posso farlo». Paradossalmente, spiega l’assessore, s e in bilancio vi fosse un capitolo dedicato alla Brana con tanto di copertura finanziaria, la Provincia per poter utilizzare questi soldi, dovrebbe far riconoscere attraverso l’approvazione della giunta e del consiglio un debito fuori bilancio. Altrimenti si va per “somma urgenza”, ma solo quando avviene la calamità. «Ho soldi fermi da due anni per i fiumi, ma non li posso spendere. Possiamo contare anche sulle entrate attribuite per legge dello Stato dai canoni demaniali. Li abbiamo spesi per l’alluvione del 2009, ma ancora lo Stato ce li deve restituire». Fermi anche i finanziamenti per ricostruire l’argine del torrente Stella, («per fortuna in questa circostanza non è gonfiato tanto») mentre per la cassa d’espansione destinata a dare respiro al Fosso Quadrelli, i lavori sono in corso, ma termineranno nel 2014.

Francesco Albonetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa