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Vivai, si contano i danni Guai grossi nella vasetteria
E’ il settore sicuramente più colpito dalle inondazioni di ieri, ma non è escluso che anche nelle piante si possano scoprire grosse perdite. Allarme di Coldiretti e Cia
AGLIANA. Si guarda all’Ombrone, temendo che la situazione peggiori. Perchè sono già decine le aziende danneggiate dalle piogge e dalle esondazioni di ieri. Ma se l’Ombrone uscisse dagli argini la situazione peggiorerebbe.
I danni maggiori, come segnalano alla Coldiretti di Pistoia, riguardano le aziende che fanno vasetteria.
Per chi le piante, passata l’acqua che ha invaso i campi non ci saranno più problemi. Per il settore della vasetteria, una volta danneggiate le piante non c’è rimedio.
«Si preannunciano importanti i danni ai vivai e all’agricoltura pistoiese tutta – scriveva già ieri mattina il direttore dei Coltivatori diretti pistoiese Vincenzo Tropiano – L’esondazione dedl’Ombrone pistoiese e degli altri fossi ha allagato completamente piante in vaso ed in terra. Una squadra di Coldiretti –si legge ancora nel Comunicato – sta visionando le zone più colpite.
«Ci preoccupa – scrive anclora Coldiretti – il cedimento di argini in cemento, come quello sul fosso Quadrelli a Vignole. Preoccupa molto anche il livello di 6 metri dell’Ombrone alla Ferruccia».
Coldiretti sottolinea poi che le previsioni per questi giorni sono inclementi.
Anche la Cia di Pistoia, in un comunicato arrivato nel pomeriggio di ieri, fa sapere che «diversi soci nostri hanno subito danni dalle esondazioni avvenute nella piana pistoiese. A Quarrata, ma anche Chiazzano, Nespolo ed altre realtà».
«Ci riserviamo di valutare in seguito l’entità dei danni, ma le chiamate di soci preoccupati per l’evolversi della situazione si sono sussegguite per tutta la giornata».
Fra i gravi problemi da affrontare – secondo la confederazione italiana degli agricoltori – è quello «della ricavatura degli alvei che negli anni si sono riempiti di detriti e che in molti casi fanno apparire i corsi d’acqua stessi più alti del piano di campagna e del livello stradale.
Concludendo il comunicato, il sindacato ci tiene a precisare come il ruolo degli agricoltori «possa essere fondamentale per la prevenzione di danni a cui purtroppo ci troviamo a far fronte in casi sempre più frequenti di precipitazioni ececzionali. L’agricoltore svolge con la propria attività un ruolo di presidio e per questo deve essere incentivato il ritorno al lavoro dei campi e dei boschi, per troppo tempo abbandonati».
Ieri in Consiglio comunale il sindaco Samuele Bertinelli ha annunciato che fin dal pomeriggio di ieri sarebbe iniziata, da parte dei tecnici del Comune la conta dei danni.
Un censimento legato ai danni alle abitazioni private ma anche alle aziende e al commercio.
In particolare si vuole subito fare il punto sul tipo di danneggiamenti subiti dalle aziende del settore vivaistico.
«Una volta avuta una stima sui danni causati dalle piogge e dalle esondazioni, potremmo immaginare di aprire la pratica per il riconoscimento della calamità naturale da parte del Governo».
Per fortuna, rispetto ad altre alluvioni, sulla Piana pistoiese si è abbattuto un fiume di denaro, ma non un mare di fango come è successo in altre situazioni in Toscana (vedi ad esempio la provincia di Massa e Carrara). Quindi una volta rientrate le acque negli alvei di fossi e fiumi la situazione dovrebbe tornare ad una certa normalità.
La speranza più grossa è che con oggi, come da previsioni metereologiche, il cattivo tempo cessi per permettere al sistema idrico di rientrare nela normalità, assorbendo quantità normali di acqua. Come ha scritto Coldiretti, lo scorso anno ci fu la siccità, quest’anno ci toccano queste piogge che ormai hanno carattere tropicale o addirittura monsoniche.
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