Gioco
«Pochi millimetri di pioggia e tutti di nuovo sott’acqua»
Infuriati i residenti delle frazioni quarratine colpite dagli allagamenti di ieri Il vicesindaco Romiti deciso a chiedere spiegazioni al Consorzio Ombrone
QUARRATA. «Il Consorzio Ombrone ci dovrà dare delle spiegazioni ufficiali sullo sfioratore della cassa d’espansione degli Olmi».
Si lascia scappare qualche parola di sfogo il vicesindaco Gabriele Romiti, quando a metà mattinata arriva su una via Statale quasi completamente allagata. E anche i cittadini chiedono delle risposte a Comune, Provincia e Regione. «Sono bastati pochi millimetri d’acqua per alluvionare di nuovo tutto» protestano i residenti delle frazioni colpite dagli allagamenti di ieri.
La situazione è ulteriormente peggiorata nel pomeriggio. Se da una parte infatti, il livello dell’Ombrone ha cominciato pian piano a calare, dall’altra i fossi minori hanno tracimato nelle strade delle frazioni quarratine, mandando sott’acqua Olmi, Vignole, Casini e altre zone della città. L’invaso realizzato a Olmi negli anni scorsi era strapieno già prima dell’emergenza. E pensare che proprio in seguito ai problemi denunciati dai cittadini sulla cassa d’espansione locale, lo stesso Romiti, dopo gli allagamenti del 16 dicembre scorso, aveva portato la buona novella. Di lì a poco, secondo quanto annunciato dal vicesindaco quasi 3 mesi fa, sarebbe stato rialzato il livello dello sfioratore della cassa d’espansione degli Olmi. Un’opera provvisoria, per fronteggiare il rischio dei temporali invernali, a cui sarebbe dovuto seguire l’intervento definitivo. La notizia era arrivata dopo una riunione con Consorzio Ombrone e Provincia. Da dicembre a marzo però, nulla è cambiato.
«L’invaso – spiegavano ieri i cittadini di Olmi – era già pieno, prima ancora che l’acqua arrivasse in strada». In pratica, un’opera inutilizzabile, che non serve in caso d’emergenza, perché quando il rischio è alto, la cassa è già strapiena. E se Romiti chiede spiegazioni al Consorzio sul mancato intervento, i cittadini le chiedono a Comune, Provincia e Regione.
«Che vergogna – scrive Daniele Manetti, del Comitato Olmi-Vignole in una tempestiva email inviata ieri mattina in Regione – Sono bastati pochi millimetri di pioggia per mandare sott’acqua Olmi. E tutto è di nuovo fermo: cassa d’espansione della Querciola e argini da ripristinare. La pazienza è arrivata al limite».
Dopo le piene di dicembre, la conta dei danni per le arginature dello Stella era salita di altri 2 milioni di euro. Ai vecchi scasci da sistemare se ne sono aggiunti di nuovi. Anche stavolta, passata la piena, ci sarà da rimontare sugli argini e da aspettarsi l’ennesimo peggioramento. A febbraio, la stima per la messa in sicurezza idraulica del territorio quarratino (inerente ai soli interventi considerati prioritari) era di 2 milioni e 700mila euro. Quei soldi però, al momento, non ci sono.
«Non toccano nulla da anni, per forza ci ritroviamo in queste situazioni poi» protestano i cittadini. «Dovevano fare l’invaso alla Querciola, l’hanno fatto?» chiede qualcuno da Olmi, affacciato alla finestra, mentre l’acqua scorre sulla strada e i fossi tracimano.
Stasera, alle 21, è prevista un’assemblea proprio sul rischio idraulico al circolo Arci della Caserana, chiesta dai Comitati civici. Salvo intoppi legati all’evoluzione della situazione viaria e del livello dei corsi d’acqua, la serata si svolgerà come da programma.
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