Sicurezza
La Piana invasa da un mare d’acqua
Cede l’argine della Brana ad Agliana, ma esondano anche tanti corsi minori, danni ingenti, cresce la rabbia della gente
PISTOIA. Decine di scantinati allagati, strade invase dall’acqua e chiuse al traffico in tutta la Piana pistoiese, scuole evacuate a scopo precauzionale, mentre i torrenti maggiori (Ombrone, Brana, Reno e Lima in montagna) tenevano col fiato sospeso fino a metà pomeriggio. E ancora frane in collina, con la chiusura di strade nelle frazioni e il senso unico alternato per uno smottamento sulla ex regionale 66 all’altezza della Lima.
È stata una giornata come poche se ne ricordano nel Pistoiese, con le squadre della Protezione civile impegnate dalle sei del mattino a distribuire sacchi di sabbia da sistemare davanti alle case. «Non sono bastati - spiega il responsabile Angelo Biagini - Ne avevamo 500, in corsa abbiamo dovuto prepararne altri 400, e altri ne stiamo preparando».
Sono arrivati infatti oltre 150 richieste: «Ne servono minimo una decina da sistemare a protezione delle abitazioni. Se le moltiplica per 150...».
I pluviometri di Pontelungo e Baggio indicavano alle sette del mattino 65 millimetri di pioggia, quello di Cireglio 85. Sono saliti a 160 nel corso della giornata. Le intense piogge, unite allo scioglimento delle nevi in montagna per il rialzo della temperatura hanno avuto l’effetto temuto: una quasi alluvione in pianura. «Era - commenta Biagini - un’allerta di tipo 1 come una settimana fa, quando non è successo nulla. Stavolta però il terreno era bagnatissimo, piove quasi ininterrottamente da un mese e mezzo. Il reticolo idraulico minore ha tenuto bene, ma l’acqua era talmente tanta che - pur non avendo rotto -i fossi hanno esondato». Prima l’Ombroncello, poi l’Acqualunga, la Dogaia, la Bure, il Torbecchia, il Tazzera, il Bollacchione. «Si sono allagate le strade e - racconta Biagini - abbiamo cercato di mandare il più possibile l’acqua nei campi per mezzo delle idrovore».
Al lavoro dalle sei del mattino 40 operai del Cantiere comunale coadiuvati dalla Polizia municipale, dai volontari della Vab e della Croce rossa. Ai Vigili del fuoco di Pistoia si sono aggregati nel pomeriggio squadre di colleghi provenienti da Livorno, Arezzo e Prato.
Molte le situazioni critiche, una quindicina le strade temporaneamente chiuse: via dei Campisanti, via Lungo Brana a Badia, via di Garcigliana, via dell’Ombrone Vecchio, via Croce e Acqualunga, via del Crociale, via San Sebastiano, via Caboto, via Bottaia, via Galcigliana, via del Bollacchione, via Pieve a Celle, via San Pietro in Vincio, via Pratese in località Chiazzano e il ponte di Badia.
In via precauzionale sono stati fatti uscire prima gli alunni delle scuole materne di Badia a Pacciana e Piteccio, perché la Brana e l’Ombrone erano ai livelli di guardia. Anche la scuola di Cignano è stata evacuata, a causa della presenza di un movimento franoso.
Intorno alle 13 sono state aperte le casse di espansione di Case Carlesi (in provincia di Pistoia) e di Ponte alle Vanne (in provincia di Prato) per alleggerire la piena del fiume Ombrone a valle.
È stata interrotta al traffico la via Fiorentina (vedi articoli nelle pagine seguenti, ndr) nel tratto di Olmi. Il fosso Quadrelli ha esondato: scene di rabbia tra i residenti della zona, mentre il Comune ha messo a disposizione il Polo tecnologico per chi avesse avuto bisogno di un posto per la notte. Anche ad Agliana, dove la Brana ha avuto un cedimento arginale, sono state una decine le strade allagate e chiuse al transito. Venti le famiglie che si sono ritrovate gli scantinati allagati in via Selva. Il Comune ha messo a disposizione la sede della Misericordia per la notte.
Altra situazione critica a Bottegone e Piuvica, soprattutto in via Bottaia, via Caboto e via del Leone. Diversi gli scantinati allagati, intenso il lavoro dei Vigili del fuoco.
Tiziana Gori
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