Attenzione
Esasperato si arma di forcone e buca la barriera gonfiabile
Tensione agli Olmi, pensionato bloccato dai volontari della Misericordia e portato via dai carabinieri voleva impedire che a causa del blocco la sua abitazione venisse nuovamente invasa dalla piena
QUARRATA. È uscito di casa poco prima dell’una, intenzionato a farsi “giustizia” da solo. Ha preso un forcone dalla rimessa e si è scagliato contro quella «maledetta» barriera gonfiabile installata sull’attraversamento stradale del fosso Quadrelli solo qualche ora prima dagli uomini della Protezione civile: colpevole, secondo lui, di mandar sott’acqua tutta la zona al di là del fosso, tra Olmi e il Barba.
Un gesto estremo, carico di rabbia, quello di un pensionato che vive in una delle prime case subito dopo il Quadrelli, esasperato per l’utilizzo della barriera, posizionata da una parte all’altra della strada, che non permette il deflusso dell’acqua verso il semaforo degli Olmi. Ha imprecato contro tutti. Col forcone ha minacciato i ragazzi della Misericordia di Quarrata. Sono stati loro, zuppi come pulcini, perché da ore stavano lavorando col capo sotto la pioggia e con i piedi immersi nell’acqua, a togliergli dalle mani quell’attrezzo dalle punte acuminate. Prima però, il pensionato è riuscito a bucare la barriera gonfiabile, subito riaggiustata con del nastro adesivo da piscine.
L’ira del residente di Olmi non s’è placata nemmeno davanti ai militari dell’Arma, che alla fine l’hanno portato via con una volante.
Una vera e propria guerra tra “poveri”.
Mentre i ragazzi della Misericordia quarratina stavano cercando, con fatica, di togliere il forcone dalle mani dell’uomo, da uno dei terrazzi delle palazzine che si affacciano sul Quadrelli, un gruppo di tre residenti ha cominciato a gridare contro i volontari. Offese e accuse verso chi, da ore, era impegnato sul territorio per cercare di mitigare le situazioni di criticità causate dagli allagamenti che, fin dal mattino, hanno coinvolto gran parte di Quarrata, paralizzando quasi tutti gli accessi alla città, tranne quello dalla parte di Santonuovo.
«Se non chiudiamo con la barriera – hanno spiegato gli uomini della Protezione civile ai cittadini che si erano radunati sull’attraversamento del Quadrelli – vanno sotto tutte le case degli Olmi. Così invece, l’acqua si sfoga nei campi».
Oltre che ad Olmi, si sono registrati allagamenti nelle frazioni di Vignole, Barba, Caserana, Casini, Catena e Ferruccia.
Il reticolo dei fossi minori è andato in tilt e l’Ombrone è rimasto a rischio per diverse ore, dopo che ha oltrepassato i 6 metri poco prima delle 13. Un livello che ha fatto tremare la Ferruccia. A quel punto sono state aperte le casse d’espansione di Ponte alle Vanne e Case Carlesi.
Le piogge di domenica e di ieri non hanno lasciato scampo a Quarrata. L’allerta è cominciata intorno alle 9 di mattina, quando è stato aperto il centro operativo comunale. Da lì in poi è stato un susseguirsi di strade chiuse e di allarmi diramati tra la popolazione. Nel primo pomeriggio la città era praticamente bloccata. Vietato ogni accesso, sia da Pistoia che da Prato. L’unica porta rimasta aperta in un labirinto di transenne e di divieti, è stata quella della Bonellina, via Santonuovo.
Vignole alle 15 era già una palude. La via IV Novembre, chiusa due ore prima, è stata inghiottita dall’acqua, che ha raggiunto anche le case e le attività lungo la strada. La gente ha cercato di farsi scudo con i sacchi.
C’è chi, però, non è riuscito a scongiurare il peggio, come il bar Giratempo del Barba. Alle 17 una squadra della Vab è entrata in azione con le idrovore per cercare di ripulire il locale. I titolari sono già alle prese con la conta dei danni.
Situazione critica anche all’Oriental Caffè di via Statale. «Sta entrando l’acqua dentro il locale di tostatura» ha detto il titolare ieri, poco prima dell’una. Pochi metri più in là, in direzione Barba, la gente era alle finestre pronta a chiedere aiuto. «Abbiamo tutti gli scantinati allagati – ha detto una signora all’estremo confine di Olmi – Dite al sindaco di aprire tutti gli invasi, qui si rischia d’avere l’acqua in casa se continua così».
«E’ già la seconda volta in pochi mesi che si va sotto – spiega poi Giovanni Turetti, barricato dietro i sacchi e con i piedi all’asciutto, sulle scale della sua abitazione degli Olmi, lungo via Statale – Che andasse un po’ d’acqua in casa anche ai nostri governanti, così lo vedi come si sbrigano a fare qualcosa. E’ dieci anni che parlano della cassa d’espansione della Querciola e non la fanno. E noi? Siamo sempre qui, tutti gli anni, a sperare che non succeda il peggio».
Turetti aveva già avuto 35mila euro di danni per la tracimazione del Quadrelli nel 2010. E come lui, ce ne sono molti altri. La gente è esasperata. Le attività cercano di limitare i danni creando dei cordoni di protezione all’ingresso dei locali. I cittadini vanno ai piani alti. Ogni volta, salgono le scale col cuore sempre più piccolo.
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