Sicurezza
Una triste chiusura al Café du Globe
Zago: «Sono interessate catene di abbigliamento e profumeria, ma siamo vincolati dall’accordo con il Comune»
PISTOIA. «Manifestazioni d’interesse? Sì, ma da catene di abbigliamento e profumeria, da Feltrinelli prima che scegliesse il fondo in via degli Orafi.... E quando dico che possono avere tutto meno i tre sporti del bar si tirano indietro». Gli sporti del veneto Luciano Zago, titolare dell’impresa edile Dinamica, sono gli ingressi al piano terra del Café du Globe. Vincolati alla destinazione d’uso di bar-caffetteria da una convenzione firmata con il Comune oltre 20 anni fa.
Zago è veneto, ma vive e lavora da molti anni a Prato, e la Dinamica si è dimostrata un’impresa dinamica di nome e di fatto. Il fondo del Café du Globe si sta però rivelando una spina nel fianco. «È tutto vuoto: l’Agenzia delle Entrate si è trasferita a Sant’Agostino, il bar ha chiuso, il ristorante Aoristò ha “messo i chiodi” e se n’è andato. È rimasto il cinema, e ci hanno chiesto un ribasso del canone di locazione anche loro».
Già, i canoni di locazione troppo alti di tanti fondi del centro. Sono uno dei motivi - se non il motivo principale - addotto da chi ha deciso di mollare. Per il Café du Globe sono stati chiesti all’ultima gestione 6mila euro di affitto al mese. «I primi mesi erano “scontati” e poi non hanno più pagato», replica Zago, che ha pochi peli sulla lingua, anche se l’inflessione della voce resta tranquilla mentre ripercorre gli anni di proprietà dell’immobile posto tra piazza Gavinana e via dei Buti. «La Dinamica è proprietaria dell’immobile dal 1990. Per ritirare il piano di recupero abbiamo dovuto firmare una convenzione con il Comune che lega la posizione del cinema a quella del bar e vincola i locali al piano terra alla sola somministrazione».
Ma la crisi morde e i pistoiesi, aggiunge, «non sono i pratesi». «Nel senso che - si spiega meglio - sono più tirati, hanno meno propensione a spendere per fare colazione al bar». Il risultato è che le ultime due gestioni hanno chiuso. «I mobili della penultima gestione erano andati all’asta e lì abbiamo dovuto ricomprarli. L’ultimo affittuario si è trovato quindi i nostri mobili, e la nostra licenza, ma anche questa esperienza non è durata».
La Dinamica è disponibile, vista la crisi del momento, a ribassare i prezzi, come peraltro sollecitato a più riprese dall’amministrazione comunale? «Credo- risponde Zago - che chi è capace e sa lavorare riesce a stare sul mercato. In ogni caso noi siamo aperti sia alla locazione che alla vendita. Ma quando si presentano catene di abbigliamento o di profumeria e io non posso dargli i locali del Café, si tirano indietro. Io gliel’ho detto: andate in Comune e vedete voi se riuscite a fare meglio di me, la convenzione parla chiaro».
Anche Zago, come la famiglia Valiani (che vorrebbe affittare a una banca) si sente costretto dall’accordo firmato venti anni fa. L’amministrazione è chiara su questo punto: sono due locali che hanno fatto la storia del centro pistoiese, e non può esserne rinnegata la vocazione.
«Un ex assessore - ricorda Zago - mi chiese con apprensione se avevo intenzione di svendere ai cinesi. Risposi che non avevo ansie di vendere ai cinesi, ma se pagavano bene, perché no?. Evidenziai i disastri di via Buti: “Metto dei pannelli e chiudo il vicolo”. Ecco, il Comune dovrebbe prestare più attenzione al decoro dei suoi angoli storici di città».
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