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Una banca al posto del Caffé Valiani la commissione edilizia boccia l’idea

Una banca al posto del Caffé Valiani la commissione edilizia boccia l’idea

La famiglia Valiani, proprietaria dello storico Caffé aperto nel 1864 da Dante e Margherita Valiani tra le mura trecentesche dell’oratorio di Sant’Antonio Abate, ha chiesto al Comune il cambio di...

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La famiglia Valiani, proprietaria dello storico Caffé aperto nel 1864 da Dante e Margherita Valiani tra le mura trecentesche dell’oratorio di Sant’Antonio Abate, ha chiesto al Comune il cambio di destinazione d’uso. «Abbiamo ricevuto poche richieste e non riguardavano la somministrazione». Il locale è chiuso e i Valiani non hanno intenzione di riaprire: «Chiediamo al Comune una maggiore disponibilità - diceva alcune settimane fa al Tirreno Lucia Meoni, moglie di Dante Valiani (figlio di Arrigo, scomparso a 90 anni nel luglio scorso). Abbiamo ricevuto poche richieste e nessuna per l’attività di bar-caffetteria».

Quale sia la richiesta più appetibile per la famiglia è emerso pochi giorni dopo, quando l’amministrazione ha fatto sapere che «lì una banca proprio non ci può stare». Va bene la flessibilità, ma non per ospitare la filiare di un istituto di credito in un luogo d’arte e di ritrovo, che ha visto passare nel corso di decenni artisti illustri dell’intera penisola.

Alle perplessità del Comune si è aggiunto il parere negativo della commissione edilizia, che non ha accolto la richiesta «perché contrasta con il valore simbolico assunto nel tempo dal Caffé Valiani». (T.G.)

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