Il Tirreno

Pistoia

In 250 bocciano la centrale a gas metano

di Beatrice Faragli
In 250 bocciano la centrale a gas metano

Il sindaco Mazzanti si allinea al pensiero dell’assemblea: «Questa è l’area meno adatta per un impianto del genere»

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QUARRATA. Quarrata boccia la centrale a gas metano Repower con oltre 250 no. Sala strapiena venerdì sera al Polo tecnologico per la prima assemblea quarratina contro la realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica e calore (che attualmente non trova possibilità di impiego) previsto nell’area ex Radicifil, a Canapale.

Anche il sindaco Mazzanti si schiera dalla parte dei cittadini, facendo marcia indietro rispetto al parere favorevole rilasciato appena un anno e mezzo fa dal Comune di Quarrata. La pressante mobilitazione, cominciata a fine gennaio, dei “Cittadini di Quarrata per il NO”, comitato organizzatore dell’assemblea, ha decretato la svolta del governo quarratino, che fino a poche settimane fa dichiarava di non essere a conoscenza del progetto, nonostante «la comunicazione inviata dalla Regione Toscana il 13 aprile 2011», come ha precisato Giorgio Innocenti, consigliere Udc, il primo gruppo a schierarsi contro la centrale.

Un bambino con la maschera antigas, disegnato su uno dei tanti cartelli di protesta che arredavano il salone del Polo tecnologico, dorme e sogna le ciminiere della centrale degli svizzeri. Più che un sogno, un incubo. «Da quelle ciminiere – ha spiegato il professor Paolo Paolieri, presidente del Comitato Bottegone -Badia- Agliana – usciranno quasi 200 tonnellate annue di ossidi di azoto, che in parte (60%) si trasformeranno in polveri fini e ultrafini. I venti che sono in quota porteranno le esalazioni su tutta questa Piana. Verranno spalmate. Ce n’è per tutti: per Pistoia, per Agliana e per Quarrata».

La bocciatura dei cittadini, arriva soprattutto alla luce di un «territorio con una situazione ambientale già gravissima», come mostra la centralina Arpat, rilevatrice di Pm10, installata a Stazione (Montale). Nel 2012 la qualità dell’aria rilevata dal dispositivo è stata la peggiore in Regione. Un’unica voce condivisa si è levata dal polo tecnologico: «Quarrata non vuole respirare il frutto dei vostri interessi». «Nel 2009 la Radicifil manda improvvisamente in cassa integrazione 137 dipendenti. In molti sostengono che la società faceva utili e che c’era lavoro. Poco dopo arriva l’interessamento della Repower a costruire un impianto nel Pistoiese. Nel 2010 si scopre che la sede è quella della ex Radicifil e Cgil, Cisl, Uil, Comune, Provincia e Regione firmano un grande protocollo d’intesa. C’è qualcosa che non torna. Chi ha interesse a fare un impianto che inquina e che non serve?» sostiene Paolieri.

Subito dopo è la professoressa Luciana Giovannetti a ricordare che nel giugno 2012 la stessa Asl, attraverso il parere del dottor Michelangiolo Bolognini, ha ritenuto inopportuna una centrale a metano in un contesto già così gravato da un punto di vista ambientale.

E poi, la parola al sindaco. «La nostra è sicuramente la zona meno adatta per creare un simile impianto. Il forte impatto ambientale sulla provincia più verde d’Europa, andrebbe a intaccare l’attività prevalente della nostra area, il vivaismo. Quarrata si sta muovendo in modo diverso da Provincia e da Regione: verso l’energia verde, e non verso le centrali a turbogas. La politica – ha sottolineato - dovrebbe agire in modo diverso da come sta facendo: non per 25 posti di lavoro (presunto riassorbimento in centrale degli ex Radicifil, ndr) ma per tutti e 137. Lavoreremo per portare le richieste di quest’assemblea in sedi istituzionali e politiche. Tutti insieme, verso il risultato che ci prefiggiamo».Un obiettivo diverso da quello formalizzato - e mostrato venerdì sera dal consigliere Innocenti (Udc) - il primo agosto 2011, quando il Comune di Quarrata inviò alla Regione parere positivo sul progetto. «Un parere tecnico, di cui io – spiega Mazzanti, all’epoca vicesindaco e assessore all’ambiente – non ero a conoscenza».

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